Roma, 3 gen – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia Giovanni Tria stanno seguendo la vicenda di Banca Carige, che è stata commissariata dalla Banca centrale europea.
In una nota, Palazzo Chigi ha fatto sapere che “questa vigile attenzione del governo, ai suoi massimi livelli, è il segno tangibile e la migliore garanzia per proseguire e completare il consolidamento patrimoniale e il rafforzamento imprenditoriale di un’azienda bancaria valutata quale essenziale strumento per realizzare il rilancio dell’intero sistema economico-sociale ligure“.

Il commissariamento – non era mai successo che un pezzo del sistema bancario italiano finisse in amministrazione controllata dalla Bce – arriva dopo la bocciatura all’aumento di capitale da 400 milioni alla vigilia delle festività natalizie e le dimissioni della maggioranza del Consiglio di amministrazione.

L’amministrazione è stata affidata a una “troika” di commissari. L’Eurotower ha scelto Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener come amministratori a tempo, con Gianluca Brancadoro, Andrea Guaccero e Alessandro Zanotti nella commissione di sorveglianza. Innocenzi e Modiano erano già rispettivamente amministratore delegato e presidente, dimissionari nelle ultime ore con altri tre consiglieri.

Modiano ha spiegato che l’amministrazione straordinaria imposta dalla Bce “semplificherà e rafforzerà la governance di Carige e di conseguenza l’esecuzione della strategia in un quadro di sana e prudente gestione“. In un video messaggio ai dipendenti è intervenuto anche Innocenzi, il quale ha spiegato che cambia la governance di Carige ma non gli obiettivi che restano quelli della riduzione dell’esposizione ai crediti problematici, del rafforzamento patrimoniale, della ricerca di un partner e del rilancio commerciale.

Il mirino dell’Istituto di Francoforte era puntato da tempo sull’azionista di riferimento, la famiglia Malacalza. Gli eventi poi sono precipitati con le dimissioni di altri tre consiglieri di amministrazione, arrivate negli ultimi giorni dell’anno. Hanno firmato la lettera di addio anche Salvatore Bragantini, Bruno Pavesi e Lucia Calvosa, solo qualche settimana dopo l’uscita di scena di Raffaele Mincione e Lucrezia Reichlin.

Senza Cda la banca era ingestibile e così è arrivato il commissariamento, dopo la sospensione a tempo indeterminato del titolo. L’ultimo capitolo di una crisi iniziata con il veto dei Malacalza del 22 dicembre all’aumento di capitale da 400 milioni, necessario per garantire il prestito da 320 milioni del Fondo interbancario che ha permesso a Carige di traguardare il 2018.

Dopo un piano di rafforzamento patrimoniale, tra le ipotesi sul tavolo c’è anche quella dell’aggregazione con un istituto bancario in grado di risolvere i problemi di Carige. A tal proposito non c’è niente di ufficiale ma voci su Unicredit girano dal momento del commissariamento.

Adolfo Spezzaferro

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