Vicenza, 6 feb – “Non voglio morire con i soldi in banca, voglio aiutare il territorio”. Ha quasi 80 anni Vinicio Bulla, imprenditore di Caltrano, paese in provincia di Vicenza ai piedi dell’Altopiano di Asiago. Eppure Bulla mostra di avere ancora idee chiare e un grande spirito solidale. Ma distinguersi in un’epoca di individualismo ed egoismo diffusi è forse l’impresa più difficile e di conseguenza coraggiosa, a prescindere dall’età e dalle possibilità economiche. E’ cosa rara, quasi unica, ma tremendamente importante. Perché in fondo vale sempre l’antico adagio reso celebre da Il Gladiatore: “Ciò che facciamo in vita riecheggia per l’eternità”.

Ecco allora che, fuor di retorica, la scelta di questo imprenditore veneto, proprietario della Rivit Spa, azienda a cui ha dedicato la vita e che produce acciai speciali usati nelle navi di mezzo mondo, è qualcosa che, almeno i suoi 150 dipendenti, difficilmente scorderanno. Bulla, che oltretutto ha sempre rifiutato di vendere la sua azienda a fondi esteri, ha infatti deciso di donare loro fino a 3 mila euro per la nascita o l’adozione di un figlio e fino a 6.600 euro l’anno per l’iscrizione e la mensa in asili nido e scuole materne per ciascuno dei loro bambini.

“Un modo inoltre per gratificare i miei dipendenti che se lo meritano”, ha dichiarato Bulla a Il Gazzettino. L’imprenditore veneto ha deciso di farlo per altri due motivi, più che apprezzabili: sostenere le famiglie di Caltrano e incentivarle a fare figli, affinché il suo paese non si spopoli. Un’iniziativa che ha commosso anche l’assessore alla Regione Veneto Elena Donazzan: “Le sono profondamente grata per la sua scelta di grandissimo valore sociale, che testimonia ancora una volta il profondo legame che unisce le imprese venete al loro territorio”, ha scritto la Donazzan in una lettera indirizzata a Bulla.

Alessandro Della Guglia

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