Roma, 7 lug – Le banche sono diventate così grandi, potenti e influenti che non è più possibile metterle in fallimento, anche se tutti hanno riconosciuto la loro piena e primaria responsabilità nell’aver causato la crisi mondiale del 2008. Il loro fallimento avrebbe condotto a difficoltà sistemiche.

Le banche salvano le banche

Per questo la decisione presa dei gruppi dominanti – incluse le banche stesse responsabili del misfatto – è stata quella di salvare le banche (cioè loro stesse). Così, il costo del salvataggio dei gruppi finanziari non è caduto sulle spalle dai responsabili ma è stato scaricato sui piccoli risparmiatori facendo credere a questi ultimi che il salvataggio delle banche fosse dettato principalmente dallo scopo di salvare il risparmio della gente comune. Insomma l’imperativo era soprattutto quello di salvare il sistema.

I colpevoli ne sono usciti addirittura avvantaggiati – eccezion fatta per alcuni banchieri – e così i più ricchi prima della crisi sono ancora più ricchi e gli impoveriti sono ancora più poveri. Rari sono stati i casi di fallimento a causa della crisi del 2008 tra i primi mille miliardari al mondo.

Banche sempre più lontane dall’economia reale

Tutto ciò è certamente anche dipeso dalla trasformazione delle banche. Infatti nel mondo attuale non esiste più la separazione tra banca agricola, banca per le imprese e banche commerciali. Trionfa la banca totale che si allontana dall’economia reale.

Nella realtà odierna un manipolo di grosse banche prende il potere su scala mondiale con la complicità degli Stati delle classi dirigenti nazionali. I poteri politici diventano in maniera crescente dei notai che registrano le decisioni prese dei poteri finanziari mondiali privati.

Prendiamo, come esempio, lo scandalo Libor che ha visto dichiarati colpevoli dodici fra le più potenti banche mondiali. In quanto responsabili principali della fissazione giornaliera del tasso di sconto che si fanno le banche tra loro nel prestassi il denaro messo in circolazione formalmente dalle banche centrali, esse hanno manipolato durante cinque anni il tasso a vantaggio dei loro capitali e dei loro azionisti guadagnando miliardi di dollari non dichiarati al fisco.

Non contente di quello che hanno fatto e malgrado le multe che hanno dovuto pagare – parliamo di cifre fra i 600 milioni e i 2 miliardi di dollari – sei delle banche re confesse hanno orchestrato un’azione criminale durante altri cinque anni: hanno infatti manipolato i tassi di cambio d’orientamento quotidiani mettendosi d’accordo sul tasso limite prima della sua pubblicazione ufficiale ad inizio mattinata guadagnando così somme considerevoli.

Anche lo scandalo Swissleaks è stato orchestrato dalla sola Hsbc, la seconda più importante banca al mondo. Si è trattato infatti di una massiccia operazione di evasione fiscale messa in moto dalla filiale svizzera della Hsbc grazie alla quale più di 200mila clienti a Ginevra e 20mila società offshore hanno fatto transitare in barba al fisco più di 180 miliardi di dollari. Tra i clienti coinvolti vi erano trafficanti di armi, persone legate al crimine organizzato, capi di imprese, esponenti politici, membri di famiglie reali, sportivi di alto livello eccetera. Dobbiamo inoltre ricordare che questa banca è stata condannata negli Stati Uniti e in Europa per aver permesso il riciclaggio di importanti fondi dei narcotrafficanti messicani e dei trafficanti d’armi sia nel Medioriente che in Asia minore.

Roberto Favazzo

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