Vado Ligure, 12 nov – Bombardier, multinazionale canadese leader sia nel settore aereospaziale che in quello di veicoli ferroviari, ha annunciato un taglio di 5.000 posti di lavoro.

L’annuncio ha messo in allarme anche i 500 lavoratori dello stabilimento italiano di Vado Ligure che già vive in una situazione di crisi.

Ricostruiamo in breve quanto sta accadendo. Bombardier ha annunciato una riduzione dell’organico (il 7,2% degli effettivi) entro i prossimi 12-18 mesi con l’obiettivo di «razionalizzare» la propria struttura. Delle 5.000 unità produttive in più rispetto al fabbisogno, 3.700 sarebbero concentrati nel settore “aerospace”, di cui 2.500 in Canada e 1.200 a Belfast nell’Irlanda del Nord, e 1.300 nel settore “transportation”. Per ora comunque non c’è ancora una divisione per Paesi interessati e per funzioni.

L’operazione, ha spiegato la società, consentirà di realizzare «risparmi annuali per circa 250 milioni di dollari statunitensi quando la riduzione sarà completata, il che dovrebbe concretizzarsi entro il 2021». Il gruppo di Montreal presentando la trimestrale anche in presenza di una forte crescita dei profitti cederà “asset non strategici per un totale di circa 900 milioni di dollari”.

In fondo la notizia non dovrebbe sorprendere nessuno. Le multinazionali non si fanno scrupoli a chiudere qualche stabilimento se i rendimenti non sono quelli attesi. A farne le spese in questo caso potrebbe essere l’impianto di Vado Ligure che naviga in cattive acque.

La scorsa settimana dall’incontro al Mise sul futuro dello stabilimento savonese non è emersa nessuna novità positiva. La situazione peraltro resta difficile e bloccata per le nuove commesse legate all’alta velocità visto che il nuovo Cda di Trenitalia non ha ancora sbloccato l’investimento per 15 nuovi treni Zefiro 1000. Come riporta il Corriere delle Sera a Vado in è stata sviluppata l’ingegnerizzazione dei sistemi di controllo e sicurezza, la trazione, il cuore pulsante del treno; l’assemblaggio a Pistoia presso AnsaldoBreda; il design a cura di Bertone. Come si vede, nella cittadina ligure ci sono tutte le potenzialità per realizzare prodotti ad alta tecnologia.

Come si è giunti quindi a questa crisi? Per rispondere a questa domanda bisogna fare un passo indietro. Lo Stabilimento di Vado Ligure nasce nel 1905 ad opera della Tecnomasio Italiano Brown Boveri per avviare la produzione della locomotiva elettrica trifase. Nel corso degli anni da quelle officine vennero fuori le migliori locomotive elettriche in circolazione. Nel 2001 dopo una serie di trasformazioni societarie lo stabilimento finì nelle mani dei canadesi dando vita alla Bombardier Transportation Italy. Ed arriviamo ai giorni nostri.

Il futuro dell’impianto savonese è in mano a Trenitalia. Se salta la commessa, Bombardier sloggia mettendo fine ad un pezzo di storia della nostra industria. Si tratta di un film già visto. La morale della favola già dovrebbe essere nota a tutti: attrarre capitali dall’estero non basta a salvare le nostre aziende.

Salvatore Recupero

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