Milano, 27 mar – Alla fine il bonus mamme spetta anche alle donne straniere. Così ha deciso la Corte d’Appello di Milano, respingendo l’appello dell’Inps contro l’ordinanza del Tribunale che aveva riconosciuto il diritto anche alle straniere regolarmente residenti in Italia alla richiesta del contributo che lo stato eroga per ogni bambino nato. Fino ad ora le uniche straniere titolari di questo diritto erano quelle che residenti da lungo tempo o le titolari di protezione internazionale.

Le straniere da poco in Italia, a patto che siano in regola con i documenti, quindi, potranno ricevere il contributo di 800 euro. Niente di nuovo, o quasi, dato che la sentenza della Corte d’Appello di Milano arriva a fotografare una situazione già esistente. L’Inps infatti in una notaa ha replicato che “L’istituto sta già pagando da febbraio il premio alla nascita di 800 euro una tantum anche alle mamme straniere con qualsiasi permesso di soggiorno che hanno avuto un figlio ottemperando alle sentenze dei mesi scorsi che hanno dichiarato illegittima l’esclusione delle straniere senza permesso di lungo soggiorno”.


Una situazione, quella che si è creata nel nostro Paese, a cui si è arrivati grazie alle varie associazioni immigrazioniste che hanno condotto una vera e propria battaglia sul piano ideologico forti di una direttiva europea mai recepita in Italia, affinché anche le straniere avessero diritto ai soldi dello stato. Di qui una capillare campagna di sensibilizzazione affinchè le immigrate che da poco hanno partorito o che sono in stato interessante presentino la domanda.

La questione del pronunciamento dei giudici in materia di bonus mamme è relativa a una serie di ricorsi effettuati lo scorso mese di febbraio nei confronti dell’Inps, che intendeva erogare il bonus solo alle donne italiane e alle immigrate in possesso di permesso di soggiorno a lungo tempo. L’Istituto di Previdenza venne costretto a erogare il bonus a tutte, anche a chi è titolare di un semplice permesso di soggiorno per lavoro. A questo punto, vista la sentenza in Appello le organizzazioni che tutelano gli immigrati confidano nel fatto che l’Inps “assuma una decisione definitiva sul punto, chiudendo il contenzioso e garantendo il rispetto pieno e senza riserve della decisione”.

Anna Pedri

 

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4 Commenti

  1. Paghiamo con i nostri soldi donne che verranno a partorire in Italia ma non ci sono i soldi per le pensioni. L’unica vera solidarietá da farsi sarebbe quella spontanea e non quella corcitiva e per di più pubblica.

  2. Noi rischiamo di trascorrere una vecchiaia da soli,decidendo di non aver figli perché con una vita precaria è difficile.
    Arrivano questi è li si incentiva a cagarci i loro figli.

    • Certo.loro li considerano oggetti i propri figli.
      C’è da dire che molti di noi la propria prole più che esseri umani li si considera delle divinità pagane da sfilare a tal punto da viziarli senza mai contraddirli.
      È matematico che i due opposti poi si scontrino.
      Già si conoscono gli esiti.
      Quell’uomo la sapeva lunga…

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