Pechino, 8 ago – Una grande opportunità, probabilmente, per allevatori e macelli italiani; se al momento, infatti, l’Italia esporta in Cina appena lo 0,01% di tutto il maiale europeo, la cifra potrebbe essere destinata a salire. L’epidemia in Asia di peste suina africana ha sterminato la metà dei maiali cinesi, provocando un aumento dei prezzi e la conseguente richiesta di carne che non può essere più soddisfatta dagli allevatori cinesi.

Il ruolo dell’Italia

“Provvidenzialmente” è arrivata l’approvazione del certificato sanitario per l’esportazione in Cina di carni suine congelate e sottoprodotti della macellazione provenienti dall’Italia; parallelamente è stata stilata una lista di allevatori e macellai italiani autorizzati all’esportazione in Cina. Sono necessari anche atti delle autorità doganali cinesi per rendere pienamente funzionale l’accordo tra Italia e Cina che favorirebbe l’esportazione del suino italiano.

L’aumento dell’export italiano


Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti dichiara: “L’apertura del mercato cinese è un segnale positivo per il settore suinicolo ma anche per tutta la zootecnia italiana che abbiamo fortemente voluto e che giunge proprio nel momento in cui si va inasprendo la guerra commerciale tra Usa e Cina”. Dichiara altresì il presidente della Federazione degli Allevamenti suini di Confagricoltura, Claudio Canali: “È auspicabile ora che venga varato rapidamente il certificato sanitario nazionale che permetterà di effettuare le prime spedizioni per la Cina”. L’export delle carni suine fresche e congelate italiane verso la Cina vale attualmente circa 105 mila euro; complessivamente, le esportazioni europee si aggirano intorno al miliardo di euro delle esportazioni europee complessive. L’80% di tali esportazioni sono concentrate in quattro Paesi della Ue.

Ilaria Paoletti

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