Roma, 13 mar – Un’Italia a due facce, dove ad un aumento (relativo) del reddito corrisponde, allo stesso tempo, una crescita nei numeri della povertà. È questo il quadro tracciato da Banca d’Italia nel suo rapporto sulla situazione delle famiglie italiane.

L’indagine, condotta su dati del 2016, ha investito un campione di 7mila nuclei familiari. Rispetto alla precedente rilevazione del 2014 il loro reddito è cresciuto, a prezzi costanti, del 3,5%. Si tratta dell’aumento più consistente dal 2006, anno in cui il segno meno ha cominciato a farla da padrone nelle statistiche. Nonostante il balzo in avanti, il reddito delle famiglie italiane rimane comunque di oltre il 10% inferiore rispetto ai livelli pre-crisi di inizio millennio.

La strada, insomma, è ancora lunga e irta di ostacoli, a partire dal rischio “stagnazione secolare” nella quale siamo impantanati da tempo. E che, rendendo più farraginosi i meccanismi del cosiddetto ascensore sociale, comporta un forte aumento delle disuguaglianze. Prova ne siamo i numeri della povertà, che vedono sempre più individui a rischio: almeno un italiano su quattro stando alla ricerca di via Nazionale. Si definisce in povertà un soggetto (o un nucleo familiare) con disponibilità di reddito pari o inferiore al 60% di quello mediano. Nel 2016 tale disponibilità si attestava a 830 euro a testa, soglia sotto la quale si è collocato il 23% degli italiani (erano meno del 20% dieci anni fa), massimo storico mai registrato.

Dall’altra parte, si espande invece sempre più la quota di ricchezza detenuta dai più ricchi: se il 30% dei più poveri detiene appena l’1% della ricchezza nazionale, il 30% di quest’ultima è nelle mani del 5% della popolazione più ricca. Una sperequazione, indice del progressivo assottigliarsi della classe media, pericolosa perché fondata sull’inceppamento di quei meccanismi di redistribuzione del reddito che stanno alla base della vitalità di un sistema economico.

Filippo Burla

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here