Roma, 20 mar – Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione della Commissione Ue “che non ha dimostrato che i fondi concessi a Tercas a titolo di sostegno del Fondo interbancario fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane”. La corte ha dunque accolto il ricorso dell’Italia e ha riconosciuto che non si è trattato di “aiuto di Stato” per quanto riguardo l’intervento del fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd) che aiutò, con i fondi delle banche italiane private, la Popolare di Bari a salvare TerCas nel 2014.

Una vera e propria bocciatura della Direzione generale Competition guidata da Margrethe Vestager, che a inizio 2015 bloccò analoghi interventi su CariFerrara, per la quale c’era anche la formale autorizzazione di Banca d’Italia, e Banca Marche oltre che per Etruria. Le trattative con Bruxelles naufragarono e indussero le autorità italiane ed europee a mandare in risoluzione, il 22 novembre 2015, le 4 banche in questione. Con evidenti danni pesanti ai risparmiatori italiani.

Il presidente dell’ABI Antonio Patuelli chiede adesso che dopo questa sentenza, “la Commissione europea rimborsi i risparmiatori e le banche concorrenti danneggiate dalle conseguenze delle sue non corrette decisioni”, comprese le risoluzioni che “oltre alle quattro banche hanno imposto altri interventi di salvataggio bancario più onerosi”. Il presidente dell’ABI accusa poi il commissario della Concorrenza Margreta Vestager: “Spero che rifletta con attenzione e penso che farebbe bene a dimettersi da commissario prima della scadenza”. La Banca Popolare di Bari nel frattempo ha annunciato che valuterà “determinazioni su eventuali azioni di rivalsa e di richiesta di risarcimenti nei confronti di Bruxelles”.

Alessandro Della Guglia

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