Roma, 15 lug – Brutte notizie per la Chiesa Cattolica che in sette anni ha visto un crollo nelle donazioni italiane attraverso l’otto per mille dell’Irpef.

Due milioni di italiani “in meno”

Sono due milioni di italiani in meno quelli che hanno deciso di destinare l’otto per mille dell’Irpef alla Chiesa cattolica. Almeno per quest’anno, però, la Cei non avrà un grosso impaccio poiché l’importo assoluto dell’otto per mille è “rincarato”: infatti, complessivamente i contribuenti hanno deciso sempre in meno di esprimere questa preferenza nella denuncia dei redditi.

Due anni in calo costante


Il dipartimento delle Finanze ha diffuso recentemente i dati aggiornati sulla ripartizione delle somme prelevate dall’Irpef sono stati resi noti in questi giorni dal Dipartimento delle Finanze; su 40,8 milioni di contribuenti, il 56% ha deciso di non donare l’otto per mille, mentre poco più del 43% ha espresso una preferenza. Tra queste preferenza vince ancora la Chiesa cattolica con 14 milioni di contribuenti. Nel 2010 erano stati 15,6 milioni i contribuenti che avevano scelto la Chiesa cattolica, dato corrispondente al 37,6 % dei contribuenti totali sul’82,2 % delle scelte espresse. Negli ultimi due anni le “preferenze” per la Chiesa cattolica si sono ridotte ulteriormente: per i redditi 2017 le preferenze toccano il record negativo di 13,5 milioni. Quindi, circa due milioni in meno rispetto a sette anni prima. Papa Francesco è salito al soglio pontificio sei anni fa e in questi ultimi anni si è sempre più speso per l’accoglienza agli immigrati e, in generale, una tendenza all’apertura e alla tolleranza nei confronti delle altre culture (fino ad arrivare ad invitare i rom in Vaticano) – in scontro, più o meno aperto, con l’attuale governo o con le forze sovraniste. Questo sembra non aver fatto una buona impressione sui contribuenti italiani a giudicare dai dati del dipartimento delle Finanze.

Aumentano i buddisti

Nel 2020 e nel 2021 sarà possibile avere contezza degli anni ancora più recenti, mentre per le denunce dei redditi relative al 2018 sapremo i risultati nel 2022. Nell’ultimo biennio, dati alla mano, tra  le altre confessioni religiose crescono le “donazioni” alle associazioni buddiste. Lo Stato, invece, dopo anni in calo, riguadagna qualche posizione.

Ilaria Paoletti

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15 Commenti

  1. non ne dubitavo,questo Papa politico pensa di poter andar contro alla volontà popolare,ma la gente comune,se ne frega dei migranti,vorrebbe una Papa più vicino agli italiani bisognosi

  2. Un Papa piú vicino ai poveri e ai bisognosi di tutto il mondo, e non “particolarmente” per gli emigranti. I poveri sono tutti uguali, e il Papa dovrebbe saperlo benissimo.

  3. Ho sempre pensato che il Vaticano sarebbe dovuto essere un luogo di pace e serenità Ma non avevo mai pensato dipende dal Papa. Oggi mi rendo conto che il Papa a sicuramente sbagliato la vocazione doveva essere politico, Difatti sembra che sta caricato con una dottrina diversa da quello che dovrebbe dire e fare un vero Papa. La gente chi non ha perduto la fede o meglio chi ha perduto il Rispetto al Papa ne sono tantissimi di cui di questo passo e lo spero con tutto il cuore. Che il Papa dovrebbe cambiare mestiere una volta che ha perduto I fedeli, o meglio I pochi rimasti. Il Cristo ce lo dentro al cuore I diavoli vanno per la mia mente.

  4. Il vero Papasi è dimostrato Benedetto XVI che ultimamemente ha avuto modo di scrivere e di denunciare i mali che attanagliano la nostra società e la Chiesa stessa e che giustificano la crisi dei matrimoni e delle nascite.

    Questo pampero non fa altro che parlare di immigrati.
    Invece di scoragggiare le migrazioni e servirsi del suo potere per dialogare con quei paesi africani da cui partono questi migranti,si limita a proclamare l’accoglienza.

  5. E allora a cosa serve il papa se lo vogliamo come piace a noi. Cioè che curi gli italiani e cacci i migranti. Per quello c’è già Salvini che lo fa a parole.

  6. Come credente sono preoccupato non della riduzione delle entrate fiscali ma della deriva della Chiesa Cattolica. Cerco un sacerdote per confessarmi e non lo trovo, vado in chiesa e spesso è chiusa, nelle omelie i temi sono la sociologia, la pedagogia, la politica. La Chiesa deve avere cura della anime e parlare di Gesù Cristo, deve guardare indietro, a Lui. Il resto è conseguente.

    • La Chiesa ⛪come Gesù dice: ” date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”. Siccome l’ umanità tutta è cosa di Dio, parlare di politica , di migranti , di umanità è cosa che attiene alla religione. Cristo stesso scacciò dal tempio i mercanti perchè perseguivano solo i propri interessi personali. Come fanno i politici di oggi e tutti quelli che meschinamente li seguono….

  7. La Chiesa cristiana deve preoccuparsi degli Italiani e non degli stranieri che non sono neanche cristiani a loro ci pensi la comunità islamica altrimenti la Chiesa non prenderà più l ‘8× 1000 dai cristiani italiani e io 83ENNE invalido totale la penso cosi
    PRIMA GLI ITALIANI
    E se avanza agli altri. Ma solo se avanza che credo niente e se non va bene se ne tornino a casa loro nessuno
    Li ha invitati sono solo tollerati (poco)

  8. Da quando hanno costretto SS Benedetto XVI alle dimissioni per mettere un gesuita sorosiano sul trono di Pietro , devolvo ed invito a fare lo stesso all’ unica Chiesa CRISTIANA rimasta , la chiesa Ortodossa .
    Il papa nero è la fine del cattolicesimo .

  9. Alleva ettore Ettore Alleva

    ignoro cosa Non ti hanno pubblicato … ma se cambi nickname ogni volta ….

    Luciano

    Se non indichi l’8 per mille va allo stato ,
    io lp devolvo alla chiesa
    Ortodossa ,+ cristiana di quella di papa badoglip

  10. Sarebbe ora di smetterla con la ripartizione della parte non espressa.
    Se il 56% ha espresso il desiderio di non dare più questi soldi … non vanno dati che nella quota espressa 46%. Senza dimenticare che in un sistema maggioritario se la maggioranza dice basta …. si dovrebbe tenerne conto.

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