Roma, 25 gen – L’Italia? “Il fanalino di coda dell’eurozona, messa anche peggio della Grecia”. Una bocciatura senza appello, che non arriva però da una fonte qualsiasi ma dall’autorevole quotidiano conservatore tedesco Die Welt, che così si esprime in merito allo stato dei nostri conti pubblici in vista delle prossime elezioni.

In un articolo dal titolo “Se i greci lasciano indietro gli italiani”, il Die Welt pone a confronto la situazione di Atene con quella italiana, tracciando un quadro a tinte fosche che non promette alcun miglioramento dopo la tornata elettorale del prossimo 4 marzo. Nessuna delle forze in campo, è la preoccupazione, promette infatti quelle “riforme di base” di cui, secondo Berlino, il nostro Paese avrebbe bisogno: “Solo riforme radicali, come in Grecia – spiegano invece – potrebbero cambiare qualcosa, ma non sono nel programma elettorale di nessuno dei contendenti alle elezioni”.

E quali sarebbero queste riforme? Ovviamente le sempiterne ricette per tagliare i costi e aumentare la produttività, visto che un tempo “quando la congiuntura si bloccava – sottolinea Daniel Hartmann, capo economista della banca Bantleon – si svalutava la lira, che ridava benzina alle esportazioni e rianimava la congiuntura”. Oggi, con l’aggiustamento automatico non più possibile, bisogna dunque ricorrere ad altri meccanismi come la svalutazione interna. In altre parole: tutto ciò che ha fatto Monti dal 2011 in avanti, dall’aumento dell’età pensionabile ai drastici tagli allo stato sociale per “risanare” – mentre il debito esplodeva comunque – i conti pubblici e salvare la permanenza nella moneta unica. Una strada già stata tracciata proprio in quella Grecia che per il Die Welt assurge a quasi modello. Modello fatto di disoccupazione che supera abbondantemente il 20%, con il Pil ridotto di un quarto e pensioni dimezzate, il tutto condito da una campagna predatoria della ricchezza nazionale ad opera di soggetti stranieri.

È questo il futuro che il Die Welt prospetta anche all’Italia. Si tratta di un timore o di una minaccia? Forse più la seconda della prima, tanto più che l’esito delle urne non è affatto scontato e potrebbe aprire la strada a scenari quali la riedizione di un governo tecnico con tutte le carte in regola per replicare la stagione dei professori a Palazzo Chigi. Ma anche qualora all’esecutivo dovesse essere di estrazione politica, con il centrodestra che sembra poter avere i numeri per evitare le larghe intese, l’impressione è che la sovranità nazionale non sarà comunque al primo punto dell’agenda.

Filippo Burla

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7 Commenti

  1. Il giornale in oggetto, una volta conservatore, ora servo e sdraiato sulle politiche della sederona e salamona merkel ribadisce un concetto ormai chiaro………premessa: dove in Italia sono rimaste serietà e competenza si producono in ambiti vari veri e propri gioielli di tecnica ,arte e raffinatezza, oggetti e idee che ovviamente in germania e francia neanche le immaginano……..se non avessimo una classe politica vergognosa e dei burocrati incapaci saremmo anni luce davanti ai teutonici e ai transalpini………per cui merkel e macron non vedono l’ora di riportarci all’età della pietra con buona pace di gentilone che come al solito non ci ha capito un emerito cavolo…….la patria non la difende più nessuno , piddini, grillini,forzini e compagnucci vari non sono altro che i becchini del nostro amato paese.

  2. …se vince il nano: tocca il culon della Merkel e ”aggiusta” tutto ( i cazz. suoi )…

    …se vince di Maio: batte i pugni -sotto- il tavolo ( e son cazz nostri )…

  3. Gli italiani possono votare in maggioranza leghisti e fascisti come i greci possono votare in maggioranza Alba Dorata: se non lo fanno vuol dire che la maggioranza o meglio stragrande maggioranza é troppo ideologizzata, conservatrice, ignorante o semplicemente stupida per liberarsi dallo status quo che li sta gradualmente facendo sprofondare in povertá e degrado.

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