Washington, 21 lug – Ormai è una guerra al rialzo la campagna commerciale di Donald Trump contro la Cina. Non sono bastate le infornate continue di sempre nuovi dazi che, senza soluzione di continuità, si sono susseguite dallo scorso gennaio fino ad oggi. Colpendo peraltro anche l’Europa e, nello specifico, quella Germania che con un surplus commerciale di 253 miliardi di dollari nulla ha da invidiare ad mercantilismo di Pechino.

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Nonostante il fuoco di sbarramento che arriva da mezzo mondo (e non solo dalle nazioni più o meno interessate alla questione), il presidente degli Stati Uniti non sembra però voler fare marcia indietro. Tutt’altro. Non più tardi di ieri, infatti, Trump ha annunciato che è pronto a imporre dazi su tutti i prodotti – nessuno escluso – proveniente dalla Cina. Parliamo di qualcosa come 500 miliardi di dollari di beni attualmente importati da Washington.

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Provocazione? Fino ad un certo punto. Trump è noto per puntare al bersaglio più in alto per portare a casa il minimo sindacale. Una strategia che, almeno nel campo dei rapporti commerciali con la Cina, per ora ha pagato. “Non lo faccio per ragioni politiche – ha spiegato il presidente nel corso di un’intervista con l’emittente Cnbc – ma perché è la cosa giusta per il nostro Paese. Per troppo tempo siamo stati raggirati dalla Cina”. Una nuova battaglia della guerra commerciale è appena iniziata.

Filippo Burla

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