Roma, 30 mag – Mattarella ha davvero tutelato i risparmi degli italiani, come annunciato urbi et orbi dallo stesso presidente all’atto di revocare a Giuseppe Conte l’incarico di formare il governo? Domanda più che legittima, visto che nelle stanze del Quirinale risuona il silenzio assordate del capo dello Stato quando si consumavano i drammi di Banca Etruria (e consorelle finite nel tritacarne bail-in) e di Mps, quella in cui l’allora premier Renzi invitava ad investire con fiducia e che è stata, pochi mesi dopo, nazionalizzata.

Ve ne sarebbe già abbastanza, in questo processo alle intenzioni, per concludere che a Mattarella, dei risparmi degli italiani, interessa il giusto. Cioè qualcosa vicino allo zero. Eppure il discorso sembrava filare: le tensioni sullo spread mettevano a rischio i titoli del debito pubblico italiano, croce e delizia dei nostri risparmiatori. Un governo politico a guida Lega-M5S avrebbe potuto – al netto di dinamiche di mercato spesso irrazionali e comunque non sempre “disinteressate” – in effetti far acuire queste tensioni, mettendo dunque in difficoltà quanto gli italiani avevano affidato allo strumento di investimento per eccellenza.

È proprio così? Pare proprio di no. Sono anni – dati Banca d’Italia alla mano – che l’equazione fra debito pubblico e risparmiatori privati ha perso di vigore. Se ad inizio anni ’90 la quota detenuta da cittadini italiani era superiore al 50%, oggi tale percentuale è scesa al 6. Al loro posto, oltre alla stessa Banca d’Italia che nell’ambito del Quantitative Easing della Bce ha acquistato una quota di rilievo (il 16%) si sono affacciati prepotentemente soggetti stranieri e, soprattutto, banche, assicurazioni e fondi d’investimento nazionali.

I primi, che ad un cetro punto (prima del governo Monti) avevano superato il 40% sono oggi al 32%, ma sono gli altri a fare la parte del leone. Banche, fondi e assicurazioni detengono infatti il 47% del nostro debito, per un totale che supera i 1000 miliardi di euro a fronte dei soli 140 detenuti da comuni cittadini. Chi aveva dunque più da perderci?

Filippo Burla

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  1. Giustamente questo articolo ricorda che Mattarella ha detto che bloccava il governo eletto dagli italiani per proteggere i loro risparmi!Vorrei aggiungere che per Mattarella un governo favorevole a tassare di solo il 15% anzichè del 40% circa il popolo alla fame ne diminuiva i risparmi??? Strano è che nè Di Maio nè Salvini abbiano fatto notare questa “incongruenza” oltre a quella descritta sopra sulla bassa percentuale di debito pubblico detenuto dagli italiani

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