Il Primato Nazionale mensile in edicola

Francoforte, 7 giu – Il governo verdegiallo si è ricompattato e pare voglia andare avanti. Ma a sbarrargli la strada non ci sono soltanto i tecnocrati della Ue, con i loro vincoli e le loro minacce, c’è anche e soprattutto il governatore della Banca centrale europea, che spara a zero sulle politiche economiche dell’esecutivo italiano. Il debito pubblico deve essere ridotto in modo “credibile”, avverte Mario Draghi, il quale boccia senza appello i cosiddetti minibot, definiti “illegali” e che nella migliore delle ipotesi il debito lo fanno aumentare. In sostanza, il presidente della Bce si è allineato alla Commissione Ue, che – lo ricordiamo – ha dato il là all’apertura di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo contro l’Italia. Il banchiere ha spiegato che Bruxelles non ha chiesto di fare presto – visto che tra l’altro non è possibile – ma di fare bene. Il piano di riduzione del deficit deve essere “credibile” perché verrà “misurato sulle azioni che seguiranno”.



Bocciati senza appello i minibot

Draghi poi stronca i minibot, ossia le obbligazioni di piccolo taglio senza scadenza che lo Stato dovrebbe usare per pagare i debiti verso le aziende creditrici della pubblica amministrazione. Nei giorni scorsi una mozione della Lega alla Camera ha impegnato il governo a introdurli, ma per il numero uno della Bce restano una soluzione impraticabile. Ma per Draghi sarebbero “un’altra moneta” (rispetto a quella che stampa lui, ossia l’euro), quindi “illegali”. In alternativa sarebbero “altro debito”. Insomma, perfettamente inutili, spiega il governatore centrale, se l’obiettivo è evitare i vincoli europei.

Moody’s: “Minibot primo passo per uscire dall’euro”

Poche ore prima dell’intervento di Draghi era stata l’agenzia di rating Moody’s a bocciare i minibot, definiti il “primo passo verso la creazione di una valuta parallela e una mossa preparatoria all’uscita dell’Italia dall’Eurozona“. A tal proposito ricordiamo che Moody’s il 6 settembre elaborerà la nuova “pagella” sul rating del nostro debito sovrano. E sui conti pubblici, l’agenzia di rating lancia pure l’allarme Flat tax: l’eventuale riforma fiscale andrebbe a pesare sul bilancio dell’Italia per altri 30 miliardi (che è proprio la cifra fatta nei giorni scorsi dal vicepremier Salvini). Insomma, l’Italia è avvisata. Per il governo verdegiallo non sarà facile né evitare la procedura d’infrazione né le speculazioni contro di noi con la solita scusa dello spread.

Adolfo Spezzaferro

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

  1. L’Europa non si cambierà mai dall’interno l’unica possibilità è quella di farla implodere con il non voto e con il suo non riconoscimento da parte dei popoli determinato dal non voto o dall’annullamento della schede elettorali. Italiani avete votato i vari partitucoli che si presentavano alle europee ed ora pagheremo le conseguenze. Le vie sono due il referendum come la Brexit o l’annullamento delle schede.

Commenta