Roma, 25 feb – “Le sanzioni non fanno nessun danno agli americani ma faranno più male all’Europa occidentale”. Così tre giorni fa Federico Rampini, a Quarta Repubblica, avvertiva sulle conseguenze delle sanzioni alla Russia. Poche parole, tanto lapidarie quanto ineccepibili, pronunciate prima dell’attacco all’Ucraina. Nulla che già non si sapesse e che non avessimo ribadito anche su questo giornale, si dirà. C’è però un altro dato poco considerato e che invece è utile sottolineare per comprendere lo scontro in atto: le sanzioni non sono devastanti neppure per la Russia.

A farlo notare con la consueta lucidità è lo stesso Rampini – ospite di Barbara Palombelli a Stasera Italia su Rete4 – commentando le parole di Joe Biden, in questo caso subito dopo l’attacco russo. “Il discorso di Biden è un discorso tipico di un leader che deve usare aggettivi roboanti per nascondere una realtà modesta. Ha parlato di sanzioni devastanti, ma non sono affatto devastanti”. E ancora: “Sono sanzioni che a Putin non fanno male, perché si prepara da anni a resistere ad una raffica di sanzioni economiche occidentali. Ha costruito un’economia sempre più povera, ma anche più autosufficiente e meno esposta all’estero. Ha meno debito estero, più riserve ufficiali nella sua banca centrale”.

Putin ha fatto (bene) i calcoli

Qui si pone un sin troppo facile quesito: davvero qualcuno ritiene che il presidente russo non avesse messo in conto le sanzioni di Usa e Ue prima di sferrare l’attacco all’Ucraina? Non scherziamo, anche i più ingenui sanno benissimo fare calcoli elementari, basta applicarsi un minimo. La Russia sapeva benissimo due cose: la Nato non avrebbe inviato truppe, l’Occidente avrebbe reagito essenzialmente con anatemi mediatici e sanzioni economiche. Dunque Mosca ha senz’altro considerato di doversi preparare in questo senso, a prescindere dalla portata della “punizione”.

Come la Russia si è preparata alle sanzioni

Certo, è senz’altro vero che la Russia non può fischiettare di fronte alle sanzioni, basti pensare che soltanto nella giornata di ieri la Borsa di Mosca ha perso nelle prime ore della mattina fino al 50% del suo valore. Stando ai calcoli del database di Bloomberg ha bruciato circa 259 miliardi di dollari al secondo e il rublo è crollato al minimo storico sul dollaro.
Eppure negli anni la Russia si è costruita uno scudo, quello che gli economisti hanno definito “corazza di liquidità”, tramite un piano ben congeniato in seguito alle prime sanzioni scattate dopo all’annessione della Crimea.
In pratica il governo russo ha progressivamente ridotto l’indebitamento estero, passato da 733 miliardi a 478, raddoppiando le riserve in oro e valute pregiate. “La Russia è meglio preparata dal punto di vista finanziario (rispetto al 2014, ndr). In questi anni, approfittando dell’aumento delle materie prime, ha aumentato le sue riserve di dollari ad oltre 600 miliardi, mentre il suo fondo sovrano è salito da 80 a 200 miliardi di dollari”, spiega Carlo Jean, docente di Studi strategici. Anche secondo l’Ispi, la Russia ha raggiunto livelli record nelle riserve internazionali in valuta estera e oro. Basteranno per reggere l’urto delle sanzioni occidentali? Evidentemente, secondo Putin e gli economisti russi, sì.

La Cina è vicina, alla Russia

C’è poi la questione del gas di cui tanto si parla (giustamente), perché se noi dipendiamo dalla Russia è pur vero che la Russia necessita di mantenere l’acquirente. Anche in questo caso però Mosca non è rimasta a guardare. Il 4 febbraio scorso la compagnia russa Gazprom ha concluso un accordo con il principale produttore di energia cinese Cnpc: 10 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. “L’ accordo prevede di fornire 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno alla Cina, portando a 48 miliardi di metri cubi  il totale annuale”, ha fatto sapere Gazprom. Non basterebbero probabilmente a Putin per tagliare i ponti con l’Europa, ma nessuno pensa davvero che i ponti vengano tagliati, almeno nell’immediato. Tuttavia nel frattempo Mosca si copre e diversifica. In parole povere stiamo imponendo sanzioni alla Russia che danneggiano soprattutto noi. Capolavoro di masochismo.

Eugenio Palazzini

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. Guardate che la cosa è seria!…
    Si!… è vero le sanzioni danneggiano tutti, ma sempre e cmq come si dice dalla mie parti: “il cane morde sempre il pezzente”; o che è la stessa cosa: “il cetriolo finisce sempre nell’ano del contadino”…
    Si! lo so ve l’ho già inviata… ma visto l’argomento dell’articolo ve la lascio di nuovo…. Buona lettura…
    https://telegra.ph/Basta-con-le-vostre-stramberie-02-25

Commenta