Roma, 16 ago – La storia non finisce mai, con buona pace di Fukuyama e soprattutto di chi ne ha parzialmente distorto la nota previsione, rivelatasi errata. Il Giappone ha infatti perso il secondo conflitto mondiale, ma gli Stati Uniti non hanno del tutto piegato le ambizioni di una nazione che non conosce resa. Non solo il Sol Levante ha dimostrato di sapersi riprendere benissimo dalle sconfitte, anche da quella più tragica e devastante della sua storia, risorgendo come una Fenice orientale. Da stella madre quale è, ci insegna che con il tempo si possono cambiare le Costituzioni, pensare di riformare eserciti degni di questo nome e in particolare si può vincere la sottile guerra per antonomasia: quella economica.

Cina sorpassata

Il Giappone ha infatti superato la Cina, diventando a giugno il primo possessore di titoli di Stato Usa. A confermarlo è il Dipartimento del Tesoro americano, che ha diffuso i dati a riguardo. Da questi si evince che Tokyo ha aumentato sensibilmente il proprio portafoglio e con 1.122,9 miliardi, a fronte dei 1.112,5 miliardi di Pechino, si attesta sul più alto gradito del podio dei detentori stranieri di titoli statunitensi.


Cina sorpassata dunque, anche perché il dragone asiatico negli ultimi anni ha allentato la presa, mostrandosi meno spregiudicata negli acquisti di debito sovrano americano. Non è dato sapere se si tratti di un disimpegno finanziario, di una strategia oppure semplicemente di una minore capacità di “aggressione” commerciale. Sta di fatto che il Giappone ha messo la freccia e ha raggiunto la vetta. Al terzo posto dei principali possessori di titoli Usa c’è il Regno Unito, decisamente lontano però dai primi due detentori: 341,1 miliardi.

Eugenio Palazzini

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