MerkelBerlino, 22 gen – I tedeschi si sa, sono gente molto testarda. Lo choc per gli stupri di Colonia e in altri centri della Germania non è bastato al governo di Berlino per rivedere la sua politica in materia di accoglienza dei rifugiati – immigrati. E così ora il ministro dell’Edilizia di Berlino, la socialdemocratica Barbara Hendricks, propone di aumentare a due miliardi la spesa per l’edilizia residenziale pubblica, quasi interamente destinati alla costruzione di case per eventuali rifugiati (immigrati). Secondo gli “esperti” tedeschi infatti, per soddisfare la sola domanda legata al flusso di immigrati, dovranno essere costruite 400 mila nuove case all’anno. Secondo i piani del ministro, fino al 2020 andranno investiti circa 5 miliardi di euro in totale. Le società del settore edile tedesco già si sfregano le mani, stimando una crescita del 2,5% del fatturato grazie alle case che verranno comprate dagli immigrati.

Le nuove case potrebbero essere pronte in soli sei mesi e verrebbero vendute al prezzo calmierato di 1500 euro a metro quadro, permettendo così di acquistare un appartamento di 70-80 metri quadri a circa 100 mila euro. E’ stato già annunciato che i mutui verrebbero emessi a tassi molto vantaggiosi, senza contare che sono previsti forti sgravi fiscali per chi acquisterà queste case nelle zone interessate tra il 2016 e il 2018. Evidentemente l’accumulazione di rigorosi studi scientifici in merito all’impatto finanziario dell’immigrazione dequalificata sui paesi di destinazione – molto negativo anche a lungo termine, come si è dato ampiamente conto su queste colonne – non hanno ancora fatto breccia sulle granitiche convinzioni della Merkel salvatrice dei profughi. A meno che on Germania non ci si accontenti degli effimeri vantaggi appannaggio dei soli sfruttatori di manodopera a basso costo.

Il problema, inoltre, riguarda la miopia della visione anche sotto altri ambiti, come quello della sicurezza e quello identitario. Il rischio che questi enormi quartieri popolari abitati al 90% da immigrati possano trasformarsi in ghetti o zone dove lo Stato non riesce più ad esercitare la propria autorità è forte, basti pensare alle banlieue francesi o al Molenbeek di Bruxelles. Inoltre è abbastanza chiaro che quelle che potrebbero essere delle iniziative positive in materia di welfare, come gli sgravi fiscali e una politica di forte housing sociale, non sono pensate per i tedeschi, ma per i “nuovi” tedeschi. Un altro passo netto e deciso verso la grande sostituzione dei popoli europei. 

Davide Di Stefano

 

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