Roma, 18 mag – L’Istat ha pubblicato i dati dell’inflazione, in base alla quale l’Unione Nazionale Consumatori ha compilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia.


I capoluoghi meno “convienienti”

Nella ricerca dell’associazione di consumatori, al primo posto  della classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, c’è ancora Bolzano. Con un’inflazione a +1,8%, equivalente per una famiglia media a 598 euro su base annua, ha la maggior spesa aggiuntiva. Brescia dove il rialzo dei prezzi dell’1,5%, si attesta al secondo posto:  per la famiglia media, l’aggravio è pari a 440 euro. Verona arriva al terzo posto: pur avendo  un’inflazione superiore a Brescia, +1,6%, l’aggravio annuo di spesa è inferiore. La spesa annua si attesta infatti intorno ai 421 euro. Perugia, che ha l’inflazione a +0,3% genera un esborso addizionale annuo di 67 euro per la famiglia “base”, è quindi la città più conveniente, in termini di minori rincari. Al secondo posto di questa classifica dei “convenienti” vi è Reggio Calabria (+0,5%, pari a 94 euro). Al terzo posto invece si attesta  Cagliari con un aumento del costo della vita di appena 118 euro.

Le regioni più costose

Il Trentino Alto Adige, che con l’inflazione a +1,5 registra, per una famiglia tipo, una batosta pari a 425 euro su base annua, guida la testa alla classifica delle regioni più costose. Immediatamente segue la Lombardia: qui l’incremento dei prezzi pari all’1,2%. Il costo della vita corrisponde quindi a a 342 euro. La Liguria arriva terza. L’inflazione è pari a quella del Trentino (all’1,5%) ma le famiglie subiscono una pressione di  332 euro su base annua. L’Umbria è, invece, la regione  che ha subito meno rincari: la spesa aggiuntiva di 108 euro è figlia di un’inflazione dello 0,5%.

Ilaria Paoletti

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