Roma, 17 mag – Gian Carlo Blangiardo è il presidente dell’Istat, l‘Istituto nazionale di statistica italiano. Ex professore ordinario di Demografia all’Università di Milano Bicocca è stato per lungo tempo considerato vicino a Matteo Salvini. Blangiardo è stato duramente criticato per avere delle opinioni poco ortodosse sulla questione femminile o quella dell’immigrazione. In un’intervista per La Repubblica torna su quest’ultimo argomento e su molti altri.

Immigrazione: problema o no?

“Il numero di stranieri privi di titolo di soggiorno valido, era stimato in 533 mila a inizio 2018 ed è verosimile che sia cresciuto durante lo scorso anno, soprattutto per i dinieghi nella concessione dello status di rifugiato” risponde Blangiardo ad una domanda sulla effettiva “mole” di immigrati irregolari sul suolo italiano. “Ma questi numeri misurano a quanto ammonta il totale degli irregolari. I 90 mila di cui si è parlato sono un altro tipo di dato: il calcolo della crescita degli irregolari imputabile all’effetto degli sbarchi avvenuti a partire dal 2015, quando il totale degli irregolari, al primo  Gennaio, era di 404 mila. Dunque, se si considera che alla crescita dello stock d’irregolari hanno contribuito anche elementi diversi dagli sbarchi, come i permessi scaduti o gli arrivi per altre vie, direi che i conti tornano”. Secondo i giornalisti de La Repubblica, inoltre, “numeri alla mano” l’immigrazione non sarebbe un problema reale. Blangiardo specifica: “Di per sé l’immigrazione è un fenomeno naturale nelle società aperte. Occorre tenere conto di quali numeri si stia parlando in termini di flussi e di contesto. Quando c’è ricchezza, benessere e posti di lavoro in abbondanza, l’immigrazione è un importante contributo alla società. Quando invece le cose non vanno bene, la presenza di flussi consistenti può diventare un fattore destabilizzante“.

“Anche gli immigrati invecchieranno”

Poi si arriva ad un classico della propaganda pro immigrazione: gli stranieri fanno molti figli, e quindi possono essere ritenuti la panacea per il calo demografico italiano. Il presidente dell’Istat chiarisce la sua posizione anche su questo argomento: “La giovane immigrazione è di sicuro un rimedio, seppur con le avvertenze di ordine quantitativo: la sostenibilità dei flussi che si aggiungono non va ignorata o sottovalutata“. E aggiunge: “Peraltro anche i giovani immigrati, prima o poi, invecchiano. Comunque nel 2017 sono stati circa 99 mila i nati da almeno un genitore straniero, pari al 21%. È la prima volta sotto 100 mila dal 2012″. Alla domanda se sia o meno “moralmente accettabile” distinguere chi emigra per ragioni economiche e chi, invece, scappa da guerre  o persecuzioni religiose e  politiche, Blangiardo risponde: “Diverse motivazioni sono un dato di fatto. Le due categorie esistono: semmai, ove vi siano posti limitati, può avere senso stabilire delle priorità rispetto all’accettazione. Insomma, ancora una volta, è una questione di numeri”.

La percezione della sicurezza

Quando si passa a parlare della percezione della sicurezza in Italia, e se questa sia solo una fobia cavalcata da chi ci governa, Blangiardo ha le idee chiare: “Sentirsi sicuri è un bisogno irrinunciabile e lo sarà sempre di più in una società, come la nostra, che invecchia progressivamente. Non mi sorprende considerarlo un bisogno importante cui dare risposta da parte della politica. Quanto al fatto se la sicurezza sia, o meno, un problema reale, guardando le statistiche possiamo affermare che forse è meno drammatico rispetto al passato. Ma non dimentichiamo che c’è chi, e non sono pochi, continua a subire l’oltraggio della criminalità nelle sue molteplici espressioni. Il bene della sicurezza è ancora a rischio e va presidiato da chi ha i mezzi e il compito istituzionale di farlo».

Ilaria Paoletti

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