Piacenza, 10 giu – Amazon è finita nel mirino dell’Ispettorato del lavoro di Piacenza. La corporate americana dovrà assumere 1300 addetti che finora avevo prestato la loro opera solo come internali. Il verbale di contestazione (del 30 maggio ma pubblicato venerdì scorso) parla chiaro: “È stato contestato all’azienda di aver utilizzato, nel periodo da luglio a dicembre 2017, i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato. Si evidenzia infatti che l’impresa, a fronte di un limite mensile di 444 contratti di somministrazione attivabili, nel periodo suindicato, ha invece sensibilmente superato tale limite, utilizzando in eccesso un totale di 1.308 contratti per lavoratori somministrati”. “L’iniziativa ispettiva- si legge nella nota- potrà consentire la stabilizzazione degli oltre 1.300 lavoratori interinali utilizzati oltre i limiti, i quali pertanto potranno richiedere di essere assunti, a tempo indeterminato, e a far data dal primo giorno di utilizzo, direttamente dalla società Amazon”.

Questa è sicuramente una buona notizia per tutti coloro che offrono la propria prestazione lavorativa tramite le agenzie di lavoro interinale. A questo punto sono necessarie le stesse verifiche presso gli stabilimenti di Vercelli e Passo Corese dove l’azienda ha dimostrato di avere la stessa condotta scorretta. Secondo i sindacati, infatti, sono circa 15000 le “somministrazioni” cui Amazon in Italia ricorre ogni anno, rispetto ai 3000 dipendenti. Come era stato detto non poco tempo fa la multinazionale di Seattle non assume i lavoratori preferisce prenderli in affitto.

Ricordiamo come funziona questo meccanismo. La somministrazione di manodopera permette ad un soggetto (utilizzatore) di rivolgersi ad un altro soggetto (somministratore) per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del somministratore. In questo triangolo le agenzie di lavoro interinale, come i vecchi caporali, fanno da tramite tra l’azienda e le maestranze. Amazon purtroppo non è un’eccezione ma la regola. Secondo molti esperti, tutte le aziende che vogliono sopravvivere nell’era della globalizzazione devono adattarsi a questo modello.

Siamo sicuri che è proprio così? Forse no. Nessuno nega l’importanza dell’e-commerce. Non possiamo certo immaginare di fare a meno dei vantaggi che la rete ha portato nella vita di tutti. Il punto però è come possiamo sfruttare il progresso a vantaggio della nostra comunità nazionale. Tornando all’azienda di Jeff Bezos dopo lo sciopero dello scorso novembre i sindacati hanno raggiunto un’intesa storica con l’azienda (che riguarda solo il centro logistico di Piacenza). L’accordo – che sarà in vigore per un anno in via sperimentale, a partire dal prossimo 17 giugno – prevede il superamento dei turni fissi pomeridiano e notturno e la ridefinizione dei turni di lavoro, articolati su tre fasce orarie per complessive 40 ore di lavoro prestato su cinque giorni alla settimana. Sembra poca cosa ma, rispetto al far west che imperava prima, sarà utile a migliorare la vita dei dipendenti. Per ora gli interinali non potranno godere di questi benefici ma dopo il verbale dell’Ispettorato del Lavoro, si aprono scenari interessanti. È bene ricordarsi, pertanto, che siamo noi a scrivere la storia. Nulla è ineluttabile. In fondo per mettere in riga una multinazionale non serve un giudice a Berlino, basta un ispettore di Piacenza.

Salvatore Recupero

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