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Ecco la manovra da 23 miliardi. Addio Quota 100 (con la solita finta protesta della Lega)

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Roma, 20 ott – Verso l’addio a Quota 100: la Lega protesta ma poi firma la manovra in Cdm in cambio di una “riserva politica” messa a verbale. Risultato: il Documento programmatico di bilancio da 23 miliardi ottiene il via libera all’unanimità. Votano sì anche i tre ministri della Lega Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico), Massimo Garavaglia (Turismo) e Erika Stefani (Disabilità). Insomma, la riforma delle pensioni tanto voluta dalla Lega verrà rottamata in due passaggi. “Ce lo chiede l’Europa”, viene da pensare. E sarà proprio quello che ha detto il premier Mario Draghi in Cdm, assieme al suo fidatissimo ministro dell’Economia Daniele Franco. Pertanto per poter andare in pensione si dovrà lavorare di più.

Addio Quota 100, ecco il piano del ministro dell’Economia per le pensioni

Ecco dunque il piano di Franco. Sostituire Quota 100 (via dal lavoro in anticipo con 62 anni d’età e 38 di contributi, misura voluta dalla Lega all’epoca del primo governo Conte e che scade il 31 dicembre). Come? Con Quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi) nel 2022 e Quota 104 (66+38) nel 2023. La “riserva politica” del Carroccio significa che ci saranno margini di contrattazione fino al varo della legge di Bilancio. Intanto Giorgetti cerca di infiocchettare la sconfitta: “Sulle pensioni ci sono diverse ipotesi in ballo. Nulla è deciso e comunque escludo qualsiasi ritorno alla Fornero“. Ma ormai è sicuro che Quota 100, misura bandiera della Lega, verrà superata. La nota di Palazzo Chigi parla chiaro: l’obiettivo è “assicurare un graduale ed equilibrato passaggio verso il regime ordinario“.

Reddito di cittadinanza confermato ma con controlli e paletti



Sorte migliore invece per il reddito di cittadinanza, la misura bandiera del M5S. Con l’aumento della povertà dovuto alle misure di contrasto alla pandemia – chiusure a singhiozzo e lockdown – Draghi conferma il sussidio, ma con dei paletti. Al reddito di cittadinanza andranno il prossimo anno 8,8 miliardi, circa un miliardo in più rispetto ai soldi già contabilizzati nelle previsioni di spesa. Ma aumenteranno i controlli per pizzicare i furbetti e il sussidio verrà tagliato dopo il rifiuto della seconda offerta di lavoro.

Nella manovra otto miliardi di tagli alle tasse

Vediamo rapidamente le altre misure approvate nel Documento programmatico di bilancio, che vale 23 miliardi. Un terzo dei quali – circa otto miliardi – destinati al taglio delle tasse. In manovra ci sarà “il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax; il taglio dal 22% al 10% dell’Iva sugli assorbenti“. Ancora, il Fondo sanitario nazionale viene incrementato, rispetto al 2021, di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024. Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia Covid-19″. Prorogato infine al 2023 il superbonus e gli altri bonus per l’edilizia, tranne il bonus facciate che viene riassorbito dagli altri “sconti” in attivo.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. Tutte qui le novità per il reddito di cittadinanza? Che sforzo !!! I controlli possono aumentare ma non saranno mai sufficienti, le offerte di lavoro non sono mai esistite perciò è una opzione che non esiste. E Pantalone continua a regalare quattrini ai più disonesti del paese. Ora che le elezioni sono passate, non c’era poi tanto bisogno di continuare a fregare gli Italiani.
    Complimenti a chi ha studiato la manovra.

  2. Il reddito di cittadinanza, come da copione, viene confermato e anzi finanziato di un ulteriore miliardo di euro, infatti ci devono abituare al sussidio per tutti senza lavoro e proprietà privata, come hanno già stabilito negli incontri di Davos.

  3. Le legge si possono modificare ed addirittura abrogare con provvedimento successivo.

    Il paraculismo di Salvini ergo della Lega era ormai talmente evidente che si sono svegliati anche i boccaloni, Salvini verrà ricordato come il rottamatore della Lega.

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