Milano, 1 set- La nascita di MediaForEurope (Mfe) potrebbe subire una pesante battuta d’arresto. Il tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato da Vivendi per ottenere un provvedimento che permetta al gruppo francese di partecipare alla prossima assemblea che dovrà autorizzare il Mfe.

Le ragioni del ricorso di Vivendi

Nel dettaglio, Vivendi, che detiene il 28,2% di Mediaset – di cui il 19,9% attraverso la Simons fiduciaria – ritiene che il progetto Mfe giochi contro i piccoli soci. Per i francesi, infatti, “i diritti di voto degli azionisti di minoranza, in particolare di Vivendi, sarebbero indebitamente pregiudicati nel quadro dello statuto proposto da Mfe”, come spiega una nota del gruppo.


Se, dunque, la nascita di MediaForEurope fosse approvata dall’ assemblea, il ruolo di Vivendi sarebbe fortemente ridimensionato. La società d’oltralpe potrebbe solo esercitare il diritto di recesso uscendo definitivamente dalla partita Mediaset con una netta minusvalenza, oppure mantenere la partecipazione della nuova cassaforte diluendo il proprio peso nell’azionariato. Ecco perché è stato invocato l’intervento della magistratura.

La società in un comunicato non nasconde la propria soddisfazione per la decisione del Tribunale di Milano: “In quanto riconosce il diritto di partecipare e votare a Vivendi come azionista, con il 9,99% dei diritti di voto, dopo aver tenuto conto del trasferimento delle sue azioni rimanenti a Simon Fiduciaria”. Nel comunicato, viene ribadito il voto contrario all’assemblea del prossimo 4 settembre alla fusione che porterà alla nascita di Mfe, avendo valutato “i diritti, o la mancanza di questi, che gli azionisti di minoranza avrebbero ai sensi del proposto statuto di Mfe”.

Le conseguenze di questo provvedimento

Se oltre a Vivendi venisse accettata la partecipazione al voto anche a Simon, l’operazione di fusione avrebbe pochissime probabilità di essere approvata, in quanto come operazione straordinaria ha bisogno del voto favorevole dei due terzi dell’assemblea.

A questo punto c’è da chiedersi se l’operazione MediaForEurope sia a rischio. La dirigenza del Biscione ostenta ottimismo e vede il bicchiere mezzo pieno. Fonti Mediaset fanno notare: “L’esplicito divieto a Simon Fiduciaria a partecipare all’assemblea Mediaset del 4 settembre”. Dunque, “la società francese potrà partecipare e votare soltanto ed unicamente per la quota del 9,9% in capo direttamente a Vivendi”. Il suo “no”, di conseguenza, sarà ininfluente. Vedremo.

Mediaset-Vivendi: storia di un rapporto burrascoso

Intanto, bisogna sottolineare che questa vicenda è solo l’ultimo degli scontri che si sono consumati tra i due gruppi. Pochi giorni prima il Biscione aveva presentato un esposto in Consob e in Agcom contro il socio francese per presunta manipolazione del corso di Borsa del titolo della società stessa.

In una nota Cologno Monzese spiegava che il gruppo parigino “aveva fatto filtrare notizie non confermate con l’evidente intento di screditare tanto il merito dell’operazione di fusione transfrontaliera (deliberata dai Consigli di Amministrazione di Mediaset e Mediaset España lo scorso 7 giugno) quanto la possibilità di realizzarla. La famiglia Berlusconi teme che il miliardario bretone abbia intenzione di scalare il gruppo come ha tentato di fare nel 2016. Oggi nessuno dei due contendenti è disposto a mollare l’osso. Al momento pare che il gruppo lombardo possa avere la meglio ma nessuno può escludere che il francese abbia qualche altro asso nella manica.

La posta in gioco è alta: se l’operazione MediaForEurope andasse a buon fine Pier Silvio Berlusconi riuscirebbe a porsi alla guida di un broadcaster paneuropeo. Difficile al momento fare previsioni. Attendiamo, dunque la prossima assemblea del quattro settembre per vedere chi avrà la meglio.

Salvatore Recupero

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