Roma, 13 mar – Un miliardo di euro di investimenti per far ripartire il traffico merci su rotaia. E’ questa la cifra prevista dal piano industriale di Ferrrovie dello Stato, che torna a puntare su un settore, quello della logistica, oggi ampiamente sottodimensionato rispetto alle sue potenzialità. Come dimostrano i numeri di Mercitalia Rail, la controllata che da anni registra perdite.

Il piano di Ferrovie per le merci

Nuovo parco mezzi e nuove assunzioni. Sono queste le direttrici lungo le quali si snoderà il maxi-investimento di Ferrovie nel corso dei prossimi anni.


Il primo passaggio è il potenziamento della flotta, con l’acquisto di nuove motrici dagli stabilimenti Bombardier di Vado Ligure. Lo scorso 8 marzo è stata consegnata la prima e altre ne seguiranno: 5 al mese, per un totale di 40 più altre 20 già opzionate. Costo totale 180 milioni di euro: “Le nuove locomotive – spiega l’amministrratore delegato di Mercitalia Logistics Marco Gosso – ci permetteranno di rinnovare, nel prossimo biennio, circa un terzo della flotta locomotive di proprietà”.

L’estensione del perimetro di avvitià riguarderà, di converso, anche la dotazione di personale. Mercitalia prevede infatti l’assunzione di 3400 nuovi lavoratori (a fronte di 1300 uscite, con saldo positivo pari a 2100 unità) entro il prossimo quinquennio.

Crescita e ambiente

L’obiettivo è quello di portare il volume d’affari complessivo da 1 a 1,5 miliardi di euro. Una crescita sostanziosa, che segna un radicale cambio di paradigma rispetto alla situazione attuale.

Ad oggi, infatti, in Italia viaggia su rotaia solo il 6% delle merci. Numeri ben lontani da quelli dei Paesi più vicini a noi. Senza menzionare la Svizzera con il suo 72%, la Francia segna 13% e l’Austria il 29%. Percentuali da parte loro neanche elevatissime, ma in ogni caso ben al di sopra delle nostre. Mercitalia sta da tempo tentando di recuperare terreno, come dimostra ad esempio l’attivazione di un servizio ad alta velocità che, dall’anno scorso, collega l’interporto di Bologna con il terminal di Caserta.

La questione, d’altra parte, non è esclusivamente economica. Il settore logistico rappresenta sì una sfida del futuro, anche dal punto di vista ambientale. Già oggi sono molte le aziende che hanno scelto il “ferro” per spostare i propri prodotti. Ad esempio Conserve Italia, che fa viaggiare in vagone 133mila tonnellate di merci, togliendo dalle strade oltre 3mila camion l’anno per un totale di 4 milioni di tonnellate di Co2 non immesse in atmosfera.

Filippo Burla

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