Difficile andare avanti in questi anni. Il lavoro è sempre più appannaggio di pochi eletti che, guarda caso, hanno determinate conoscenze, oppure che sono veramente molto, molto fortunati. Per tutti gli altri non resta che seguire il normale iter: un percorso di studi più o meno proficuo, una breve esperienza all’estero (se va bene) e tanti sogni nel cassetto. Ovviamente sono in pochissimi quelli che possono ambire a un contratto di lavoro a tempo determinato, almeno in Italia, ma anche all’estero le cose cominciano a essere davvero difficili.

I giovani che ultimato il percorso di laurea cercano lavoro in Italia sono sempre più disillusi e con sempre maggiore frequenza sono costretti a ripiegare scegliendo un lavoro all’estero. Ma quello che dispiace non è solo lasciare la propria casa e i propri affetti, quanto prendere consapevolezza di una condizione tristissima: l’Italia non è un paese che sa valorizzare i suoi giovani, che non offre opportunità e che non investe, soprattutto, sui suoi cervelli, facile che poi questi fuggano e vengano, di seguito, criticati per tale scelta, come se avessero avuto chissà quali altre opzioni.

Eppure qualche giovane intraprendente ce la fa. Non sono tanti, è vero, ma c’è chi, grazie a un carattere caparbio e a qualche aiuto, come per esempio un prestito con delega, riesce a mettere su un’attività autonoma e si crea, praticamente dal nulla, un nuovo lavoro. Questo è quanto è accaduto a un giovane della provincia di Cagliari che, ormai stufo di inviare curriculum che nessuna azienda prendeva in considerazione, ha creato un’agenzia di comunicazione che si occupa della distribuzione di volantini.

Una vera fortuna per questo ragazzo che ha avviato brillantemente una carriera, ma non solo, ha anche dato un posto di lavoro ad alcuni altri giovani del suo stesso territorio e le idee da realizzare sono ancora davvero tante. Questo non è certamente l’unico caso del territorio. Ci sono diversi altri giovani che hanno avviato un’impresa o delle start up praticamente partendo da zero. Ma cosa ci vuole per mettersi in proprio? Diciamoci le cose come stanno, sicuramente un piccolo fondo per cominciare ad avviare i lavori, po serve soprattutto un’idea brillante e innovativa, che apporti un valore aggiunto alla società e al territorio.

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