Roma, 25 nov – Croce e delizia del dibattito su ogni manovra, con corollario di ragionamenti su defiti e soprattutto debito. La patrimoniale è, da sempre, il convitato di pietra delle finanziarie allo studio del governo. Quest’anno non fa eccezione.

Uno spettro si aggira sui conti pubblici. E fa tornare alla mente lo scippo di Giuliano Amato, quando nottetempo nel 1992 decise di mettere le mani nei conti correnti degli italiani. Da lì nasce il terrore per ogni ipotesi di patrimoniale, probabilmente una delle imposte più sgradite.

Ma davvero l’Italia oggi non ha alcuna imposta di tal fatta? Tutt’altro. A dimostrarlo, numeri alla mano, è un recente studio della Cgia di Mestre, che ha calcolato in quasi 50 miliardi l’anno i relativi costi. A carico del contribuente, s’intende.

“Sono già una quindicina le imposte patrimoniali che gli italiani sono costretti a pagare ogni anno. Nel 2017, ad esempio, tra l’Imu, la Tasi, l’imposta di bollo, il bollo auto, etc., abbiamo versato al fisco 45,7 miliardi di euro. Rispetto al 1990, il gettito riconducibile alle imposte
di possesso sui nostri beni mobili, immobili e sugli investimenti finanziari in termini nominali è aumentato del 400 per cento, mentre l’inflazione è cresciuta del 90 per cento. In buona sostanza, in oltre 25 anni abbiamo subito una vera e propria stangata”, spiega il coordinatore dell’ufficio studi degli artigiani mestrini, Paolo Zabeo.

patrimoniale cgia
Fonte: elaborazione ufficio studi Cgia su dati Istat e ministero dell’Economia

Lo studio, che parte dal 1990, prende in esame tutte quelle imposte che “gravano sulla ricchezza posseduta dalle persone in un determinato momento”, spiegano dalla Cgia. Che siano classificate come indirette poco importa: se colpiscono la ricchezza, possono essere a pieno titolo considerate come patrimoniale.

Dalle imposte di registro al bollo auto, dall’Ici/Imu alle tasse di successione, dal canone Rai ai diritti catastali. Senza dimenticare i prelievi una tantum. Il risultato è impietoso: se nel 1990 le patrimoniali gravavano per 10 miliardi di ieri, oggi sfioriamo i 50. Per un totale del 2,7% del Pil.

Filippo Burla

Commenti

commenti

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here