Roma, 22 apr – Crescita al di sotto delle aspettative ed una manovra, quella varata lo scorso autunno, da far quadrare in corso d’opera. Dovendo rispettare (se non addirittura superare) i saldi previsti, specialmente dal lato delle entrate. Uscito scornato dallo scontro con l’Ue, ora il governo va a caccia dei miliardi per aggiustare la “manovra del cambiamento”. E punta dritto verso gli immobili pubblici.

Svendite di Stato

Ogni promessa è debito. O meglio deficit, quello contrattato con Bruxelles a novembre e dal quale il governo non intende spostarsi se non di qualche decimale, pena l’inasprimento dei rapporti con l’Ue.


“Non stiamo parlando di asset strategici, di gioielli di stato ma principalmente di immobili o partecipazioni inutili, come quelle che si facevano negli anni per fare un favore a un politico o a qualche lobby”, annunciava non più tardi di febbraio, mischiando politica economica e parole d’ordine care al Movimento.

L’obiettivo, dichiarato in finanziaria, è raggranellare almeno un miliardo dalla vendita di proprietà. Gli immobili sono già stati individuati a centinaia: da quelli di Cassa Depositi e Prestiti a quelli di Inps e dell’Agenzia del Demanio. E adesso si studia l’ipotesi di una cabina di regia per rendere più fluida la “valorizzazione”, espressione elegante per non dire della necessità di vendere presto e subito. Quindi in saldo.

Di Maio corteggia gli emiri

Il titolare delle trattative, lo stesso Di Maio, sembra aver già trovato un potenziale compratore. L’occasione di presentare la mercanzia è stata pochi giorni fa, nel corso di una visita negli Emirati Arabia Uniti.

Qui il leader del M5S ha illustrato il piano che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe portare almeno 950 milioni di introiti quest’anno e 150 nel prossimo biennio. Vale a dire la metà del nostro patrimonio immobiliare pubblico “valorizzabile” nell’immediato, che ammonta a poco meno di due miliardi.

Il corteggiamento punta a stuzzicare la fantasia di investitori del golfo da sempre interessati all’Italia. Basti pensare a quando, nel 2015, il Qatar mise le mani sul Westin Excelsior di Roma, l’albergo della Dolce Vita. Una trama che potrebbe essere seguita anche adesso: il settore del turismo è quello cui si punta di più, ad esempio con la cessione di immobili che potrebbero diventare strutture ricettive di lusso.

Filippo Burla

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