Margherita di Savoia, 25 ago – Le Saline di Margherita di Savoia, in Puglia, che con i loro 4.500 ettari sono le più grandi d’Europa passano ai francesi di Salins du Midi. La società d’Oltralpe, uno dei più forti gruppi mondiali, è già presente in Italia: dal 1981 ha acquisito Compagnia italiana sali (Cis) con sede in provincia di Rovigo.

Così hanno (s)venduto le Saline di Margherita di Savoia

I nuovi arrivati non metteranno piede immediatamente nella cabina di comando. Il completamento dell’operazione è atteso tra settembre e ottobre. Inoltre, è bene precisare che non si tratterà di un normale passaggio di proprietà. L’ingresso, infatti, non avviene per acquisizione diretta di quote ma rilevando un debito (garantito da azioni) che Atisale (il precedente proprietario) ha maturato verso il Monte Paschi di Siena.


Salins si è aggiudicata per 5,4 milioni la gara lanciata da Mps con cui ha ceduto crediti per 16,7 milioni erogati a Salapia-Atisale. A garanzia dei crediti sono state rilasciate nel 2011 fidejussioni e pegni sul 100% di azioni Atisale e sul 77,44% di azioni Salapia. Escutendo le garanzie, Salins acquisisce il controllo delle due società perché i crediti messi sul mercato da Mps sono appunto legati ad azioni delle due società.

La contrarietà dei sindacati

In realtà quanto è avvenuto non ha sorpreso gli addetti ai lavori, soprattutto i dipendenti delle Saline di Margherita di Savoia. I lavoratori di Atisale lo scorso febbraio avevano lanciato l’allarme sottolineando come un grande patrimonio italiano rischiava di finire sotto il controllo della multinazionale francese. Secondo le Rsu “la Salins acquisendo il controllo delle due società otterrebbe così, una posizione dominante nel mercato nazionale del sale alimentare controllando il primo produttore italiano di questo bene”.

I rappresentanti dei lavoratori hanno esposto le loro ragioni in due documenti ufficiali inviati (quattro mesi fa) al premier Giuseppe Conte, ai vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio e alla regione Puglia. Alla luce di ciò che avverrà, la denuncia dei sindacati non è servita a nulla.

Dal controllo dei Monopoli di Stato alla privatizzazione

Aldilà della crisi di governo, ciò che è necessario capire come siamo riusciti a perdere un grande patrimonio della nostra nazione. Nel Novecento, infatti, vi fu una progressiva industrializzazione delle Saline di Santa Margherita di Savoia. Il processo si intensificò soprattutto dagli trenta in poi.

Da un punto di vista legislativo, sicuramente ebbe la sua importanza la creazione dei Monopoli di Stato. Essa Fu istituita con il regio decreto-legge dell’8 dicembre 1927, n. 2258, con il compito di svolgere “servizi di monopolio di produzione, importazione e vendita dei sali e tabacchi e produzione e vendita del chinino di Stato”. Questo ente contribuì all’industrializzazione di diversi territori e alla creazione di migliaia di posti di lavoro grazie ai nuovi stabilimenti di estrazione di sale e di manifattura del tabacco.

L’ondata di privatizzazioni non risparmiò neanche l’antica salina pugliese che dal 1994 passò ad Atisale. Quest’ultima venne rilevata dalla holding italiana Salapia, che l’ha acquistata dall’Ente italiano tabacchi nei primi anni 2000. Negli ultimi cinque anni a contendersi le celebri Saline di Margherita di Savoia c’erano le principali concorrenti da Salinen Austria alla tedesca Sudsalz passando appunto per i francesi di Salins che alla fine hanno avuto la meglio. Ormai siamo abituati a notizie di questo tipo. Le privatizzazioni e l’assenza di una classe imprenditoriale degna di questo nome hanno messo un’intera nazione nelle mani delle multinazionali straniere.

Salvatore Recupero

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  1. Dopo I disastri nella gestione del MPS che ha portato agli azzeramenti dei vertici ed alla sua ricapitalizzazione , mi sembra assurdo che la nuova dirigenza decida di far cassa su un credito di 16 milioni di euro ( garantito da un pacchetto azionario che di fatto ha il controllo delle saline di Margherita di Savoia e quelle Sarde ) accontentandosi di soli 5 milioni di euro .La salina si estende su oltre 4 000 ha ( 1ha = 10.000 mq ) quindi 40.000.000 di mq ovvero 0,12 €/mq , non una SVENDITA ma un autentico REGALO ! L ‘Antitrust che dice ? Un gruppo che controlla la produzione del sale in Francia e che ha gia’ acquisito in Italia il gruppo di Rovigo , puo ‘ arrivare ad avere una situazione dominante ( di quasi monopolio in Italia ) ? La CONSOB non ha nulla da dire ? MEDiOBANCA e ll’elite dell’imprenditoria Italiana ? I Francesi posso acquisire la BNL ( gruppo Paribas ) la PARMALAT ( Lacttalis ) ma FINCANTIERI non puo’ avere la maggioranza deI cantieri Francesi di Saint Lazar . In che Continente viviamo ? Tutto cio’ E’semplicemente assurdo !!

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