Roma, 20 giu – Matteo Salvini lancia un’altra proposta che farà discutere (ma che avrà enorme consenso popolare): condonare le cartelle Equitalia sotto i centomila euro. “Dodicimila evasori totali sconosciuti al fisco e grandi evasori che hanno rubato una media di due milioni di euro a testa. Onore alla Guardia di Finanza che li ha scovati, ora tocca al governo semplificare il sistema fiscale, ridurre le tasse e, da subito, chiudere tutte le cartelle esattoriali di Equitalia per cifre inferiori ai centomila euro, per liberare milioni di italiani incolpevoli ostaggi e farli tornare a lavorare, sorridere e pagare le tasse“. Così il vicepremier e ministro dell’Interno alla cerimonia del 244esimo anniversario della Guardia di Finanza.

Ora bisogna vedere che ne pensa il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, anche lui intervenuto alla cerimonia.
Il titolare del Tesoro fa presente che “i recenti dati diffusi dall’Istat relativi al Pil confermano che l’economia italiana è in ripresa. Rimangono però elevate la pressione fiscale in rapporto al Pil e l’evasione fiscale contributiva, che nelle stime 2015 era di 110 miliardi di euro. La recessione ha indebolito la capacità di crescere e competere e ha generato una diffusa disaffezione nelle autorità”.
Su questo fronte, l’impegno del governo – assicura Tria – è per “un più efficace contrasto all’evasione e alle frodi nella consapevolezza che solo da un contrasto efficace dell’illegalità possono derivare maggiori risorse per sostenere la crescita dell’economia”. Dal contrasto all’evasione fiscale, secondo il ministro, possono derivare risorse anche “per la riduzione della pressione fiscale”.

Questi i numeri aggiornati dell’evasione. Due miliardi e 300 milioni, più di due milioni a testa: è quanto hanno sottratto al fisco i mille grandi evasori scoperti dalla Guardia di Finanza dal 1 gennaio del 2017 al 31 maggio di quest’anno. I Finanzieri hanno anche individuato quasi 13mila evasori totali e contestato 23mila reati fiscali. Dei 2,3 miliardi evasi dai grandi evasori, che non sono piccoli artigiani, commercianti o imprenditori ma soggetti che si avvalgono di una rete di connivenze e spesso anche della consulenza di studi tributari, più della metà – 1,3 miliardi – sono però già stati confiscati acquisiti in via definitiva al patrimonio dello Stato.
Nel dettaglio, da gennaio 2017 sono stati scoperti anche 12.824 evasori totali, soggetti del tutto sconosciuti al fisco, che hanno evaso 5,8 miliardi di Iva. I finanzieri hanno inoltre portato alla luce quasi 23mila reati fiscali – il 67% dei quali riguardano emissione di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento di documenti contabile – e denunciato 17mila persone, di cui 378 arrestate.
Infine, sono 30.818 i lavoratori in nero impiegati da 6.361 datori di lavoro.

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