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++ Istat:in Italia 9,5 mln poveri,di cui 4,8 mln assoluti ++Roma, 12 giu – Più di 40 manovre e oltre 750 misure legislative, pressione fiscale al record del 43.4%, un total tax rate in percentuale dei profitti commerciali che non scende mai al di sotto del 65% medio. E’ questo il conto -salatissimo- di sei anni di austerità, da quando il combinato disposto dell’incedere della crisi e delle misure richieste/imposte da Bruxelles ha precipitato il nostro paese in un circolo vizioso, fatto di minori spese e conseguente minore crescita, dal quale ancora stentiamo ad uscire.



Traducendo le percentuali in numeri la Corte dei Conti osserva che, nonostante la spaventosa recessione, fra nuove tasse, accise e imposte le casse dello Stato hanno registrato un aumento dal lato delle entrate pari a 55 miliardi di euro. Di questi, solo 16 miliardi sono andati ad aumenti di spesa, mentre il debito pubblico ha continuato a correre fino a superare abbondantemente la soglia dei 2mila miliardi.

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Proprio il fisco è la croce delle misure di austerità, fatte di nuove entrate e minori uscite. Quei 55 miliardi sono il conto presentato agli italiani, i sacrifici richiesti per ritrovarci, sei anni dopo, ancora a fare i conti con un indebitamento non rimborsabile mentre i fondamentali -dalla disoccupazione alla crescita- ancora non mostrano decisi segnali di miglioramento al di là delle percentuali da prefisso.

Filippo Burla

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