Roma, 16 feb – Crescita nei conti. Crescita della produzione. Con una presenza sempre più radicata nel mondo. Sono questi, in estrema sintesi, i risultati 2018 di Eni. Un anno di vertiginoso sviluppo per la società degli idrocarburi, sempre più protagonista a livello globale. A testimoniare la chiusura più che positivi degli ultimi 12 mesi è stata la presentazione, ieri, dei risultati del IV trimestre 2018 e del preconsuntivo dell’esercizio.

Dall’Italia all’Africa

Partiamo dalla produzione di idrocarburi, attività che Eni – a differenza di molti suoi concorrenti – continua incessantemente a sviluppare. Nel 2018 la società ha prodotto 1,85 milioni di barili di olio equivalente al giorno, in aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente. Aumento distribuito, fra nuove scoperte e giacimenti “storici”, in tutte le aree geografiche. Italia compresa, dove si è passati da 134 a 138mila boe/giorno. A far la parte del leone è il petrolio, che sale da 57 a 60, mentre cala, sia pur di poco, il gas naturale. La vera miniera di Eni è però l’Africa, dove il cane a sei zampe investe da decenni con grandi successi che vanno dall’Angola all’Egitto passando per il Mozambico: il continente nero vale oltre la metà della produzione di oro nero e azzurro dell’intero gruppo. Positivo anche il dato sulle riserve certe, in incremento da 7 a 7,1 milioni di boe.

Gas e petrolio trainano i conti Eni

La più che positiva dinamica dal lato della produzione si riflette appieno sul lato dei conti. Eni chiude infatti il 2018 con ricavi in crescita a 75 miliardi (erano 66 nel 2017) e un utile netto quasi raddoppiato da 2,3 a 4,5 miliardi di euro, facendo segnare il miglior risultato dal 2013 ad oggi. Positivo anche il flusso di cassa, che permette di ridurre l’indebitamento finanziario netto del 25% da 11 a 8,2 miliardi. A trainare i conti è soprattutto la divisione Exploration & Production, che beneficia di un incremento del 35% nel prezzo medio di realizzo degli idrocarburi. Buoni risultati anche dal segmento Gas & Power, con l’utile netto che sale da 50 a oltre 300 milioni. Proseguono, al contrario, le difficoltà di Refining & Marketing e Chimica, che pur in attivo e con un miglioramento nel tasso di utilizzo degli impianti vede l’ultimo rigo di bilancio sempre in positivo, ma il calo del 64% rispetto all’anno precedente.

Filippo Burla

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