Roma, 2 set – L’ipotesi di una patrimoniale, abbinata al tema fricchettone dell’ambientalismo chic, torna prepotentemente di moda a causa del sindacalista Landini, un signore che storicamente è abituato a concentrarsi sull’opposizione purchessia e contro chiunque stia governando. Sembra una sorta di Saviano per il quale, come nessun governo lotta efficacemente contro le mafie, allo stesso modo non vengono fatte politiche per i lavoratori e gli investimenti e i salari e compagnia cantando. E buon per lui, vien da dire, altrimenti il Landini perderebbe il posto di lavoro.

Landini: antifascismo e patrimoniale

Dunque è ricomparso auspicando la nascita del governo giallorosso. Si è augurato una discontinuità (fate caso come di questo sostantivo se ne abusi: sembra che si debba dimenticare il periodo più buio della storia d’Italia) dal passato all’insegna dell’antirazzismo e dell’antifascismo, come se le sigle dei vecchi catenacci partigiani e antifascisti d’accatto non rompessero già le palle da anni e anni, con la Costituzione che viene issata e sbandierata come un vessillo della guerra contro la nostra deprecabile grettezza. E questo nuovo governo, oltreché antifascista, deve esserlo anche “chiaramente”, dunque in modo indelebile, incontestabile, come se esistesse una norma che vietasse il pensiero, quel pensiero, ossia la non omologazione alla correttezza antifascista.


Oggi è però di moda essere antirazzista con gli immigrati, ma esserlo scandalosamente e pubblicamente nei confronti dei benestanti e dei ricchi. E questa quanto meno opinabile presa di posizione si presenta imbellettata come una vecchia bagascia che, pur non avendo ormai più niente da dire, lo dice comunque con fare suadente e col piglio di chi la sa tremendamente lunga. Landini dà anche per scontate molte cose: “Nessuno si scandalizzerà poi se verrà chiesto un contributo di solidarietà a quel 10% di contribuenti su cui si concentra la ricchezza per finanziare un piano di investimenti per la sostenibilità ambientale e la manutenzione del territorio”. Bomba finale: “Il fisco più rappresentare la base di un nuovo patto di cittadinanza”.

Riparte il solito raccontino mistificatorio di una parte brutta e cattiva del mondo che arraffa quattrini, magari con chissà quali stratagemmi, abbandonando la stragrande parte dei consociati alla povertà più nera. Viene dunque creato un filo invisibile che unisce i due mondi e ne trasforma uno nella causa e l’altro nell’effetto: i poveri esistono perché ci sono i ricchi; i ricchi esistono perché molti vengono costretti alla povertà. La realtà è che non esiste un fatto che provi questa balorda teoria, ma anzi
ne esistono molti in grado di provare il contrario e anche molto altro. La sciocchezza che si cela dietro la proposta di patrimoniale di Landini (come se già non ci fosse una patrimoniale in Italia, dall’Imu in giù) è drammatica perché non si occupa dei poveri che vorrebbero e dovrebbero emergere dalla loro povertà, ma si limita a bastonare in tutti i modi possibili i ricchi che devono essere annichiliti e persuasi che il loro benessere rappresenta di per sé un male. Il tentativo consiste nel perseguire l’uguaglianza sostanziale di tutti i cittadini, e per raggiungere questo scopo non possono che essere adoperati metodi violenti e coercitivi e non si può che far perno sul senso d’invidia che, pur caratterizzando tutti e pur esistendo da sempre, di certo non va sobillato. Questo perché è giusto che lo Stato garantisca uguali possibilità e mezzi iniziali di partenza per tutti, ma di certo non può pianificare il punto di arrivo di ognuno di noi rischiando, come vorrebbe questo egualitarismo, di livellare tutti verso il basso.

L’esproprio proletario che non colpisce i ricchi

La patrimoniale è così ritenuta dai Landini d’Italia un totem, il quale parte dall’assunto che il ricco meriti d’esser punito per il benessere in cui sguazza, obbligandolo a una solidarietà coatta, fingendo di non sapere che “il diritto di un uomo al possesso dei risultati delle proprie azioni è la condizione della vita stessa”, per citare Salin. E se il prelievo fiscale è di per sé “arbitrario”, con la patrimoniale esso diviene requisitorio. Se il rispetto della proprietà di ciò che si guadagna e si costruisce viene meno, tutto diviene possibile senza limite alcuno, col paradosso che diverrebbe più conveniente esser poveri che ricchi.

Oltretutto chi è molto ricco ha più possibilità di spostare i propri guadagni e le fonti da cui li trae all’estero, sfuggendo alla patrimoniale del Robin Hood de’ noantri. Al contrario, il ceto medio-basso, impossibilitato alla fuga, si troverebbe l’ennesimo fardello fiscale sulle proprie spalle. Tutto questo Landini lo vorrebbe per tutelare Terra mammà, coi gretini che la popolano. Ecco, compriamoci una Ferrari e fuggiamo lontano da questo invasato.

Lorenzo Zuppini

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6 Commenti

  1. io non sono ricco…
    anzi,non sono nemmeno benestante,
    tanto è vero che continuo a lavorare.

    eppure in quarant’anni di lavoro continuativo
    poche spese inutili
    e una oculata gestione del risparmio,
    oggi ho una casa di ampia metratura di mia proprietà,
    un locale pubblico bene avviato,
    qualche risparmio,
    due macchine
    e nessun problema economico..
    a condizione che io continui nel mio lavoro e che mi regga la salute
    almeno fino a quando non sarò più fisicamente in grado di lavorare.
    non è stato sempre così,però…
    quando ero bambino ero così povero che andavo a scuola con dei buchi nelle scarpe
    e i giornali sotto la giacca,perchè avevo freddo…
    giocavo nelle discariche perchè per me giocattoli non ce n’erano,
    ed ero malvisto dai miei coetanei perchè ero un PEZZENTE,quindi amici niente.
    eppure,non ho mai rubato,
    mai fatto del male a nessuno,
    e non ho mai chiesto altro che di lavorare:
    ho cominciato con 6 ore al giorno dopo la scuola,già da quando avevo 11 anni…
    e poi con 11 al giorno,dai 14.
    sono diventato commerciante a 23,
    le PRIME ferie della mia vita le ho fatte a 27,per pochi giorni.
    i primi sette anni da commerciante,
    SETTE…li ho fatti senza giorni di chiusura e nemmeno ferie,
    e ho avuto i primi dipendenti ad oltre 43 anni.
    adesso che ne ho cinquanta,
    sto finalmente bene e posso rilassarmi…

    eppure a sentire questi sinistrati nel cranio sembra quasi che io debba
    vergognarmi,di quello che
    ho realizzato nella mia vita…
    come se lo avessi rubato a qualcuno:
    come lo avessi tolto allo stato,
    come se i poveri,
    gli immigrati,
    i rifugiati,
    i delinquenti,
    i rom,
    tutti….fino all’ultimo dei baluba che decide di montare su un canotto e venire qui,
    abbiano diritto ad avere,da me…
    quello che NON SI SONO MAI guadagnati:
    non a casa loro,e meno che mai,nel mio paese.
    eppure lo vogliono da me,eh?
    come se lo avessi tolto a loro.

    ma che vadano tutti quanti a morire ammazzati…
    adesso comincio ad informarmi per andarmene da questo schifo di paese,
    e tutto quello che potrò,me lo porterò con me.

    • Onore a te per tutto ciò che sei riuscito a costruire con il duro lavoro. Aziende come la tua, che danno lavoro e benessere a tante famiglie, dovrebbero essere tutelate come patrimoni irrinunciabili della nazione, e invece no. Io la mia attività ho dovuto chiuderla, quando ho capito che non stavo lavorando più per me, ma per mantenere qualcun altro. Magari non sarò stato bravo, è possibile, ma lo stato non mi ha mai sostenuto. Anzi, ha proprio affossato ogni residuo entusiasmo fino alla sofferta decisione finale di chiudere. Che dire…. Io spero davvero che questo brutto incubo non si concretizzi, e che questo paese possa lentamente rinascere. Lo spero ancora ma inizio a non crederci più. In bocca al lupo!

    • Complimenti , lei è un esempio ed il nostro paese “dovrebbe” aiutare tutti quelli che , come lei , lavorano ed investono .

      Purtroppo … il 30% degli italioti sono comunisti(gli ultimi al mondo)
      o danno retta alle cazzate che dice il pretaccio venuto dall’altra parte del mondo a rompere i coglioni .

      Ho visto un vecchio dare 2 € ad un negraccio con fisico da cantiere in un parcheggio di un Supermarket, e manco lo aveva aiutato col carrello …

      Gli ho chiesto : perche ?

      Eh… noi bianchi abbiamo sfruttato l’africa ….

      Capito come hanno imbesuito un popolo con 3.000 anni di STORIA !!!!!

  2. Onore a te per tutto ciò che sei riuscito a costruire con il duro lavoro. Aziende come la tua, che danno lavoro e benessere a tante famiglie, dovrebbero essere tutelate come patrimoni irrinunciabili della nazione, e invece no. Io la mia attività ho dovuto chiuderla, quando ho capito che non stavo lavorando più per me, ma per mantenere qualcun altro. Magari non sarò stato bravo, è possibile, ma lo stato non mi ha mai sostenuto. Anzi, ha proprio affossato ogni residuo entusiasmo fino alla sofferta decisione finale di chiudere. Che dire…. Io spero davvero che questo brutto incubo non si concretizzi, e che questo paese possa lentamente rinascere. Lo spero ancora ma inizio a non crederci più. In bocca al lupo!

  3. @massimiliano:
    non ho più molta fiducia,purtroppo…
    ormai guardo oltre la retorica politica,
    e vedo i fatti.

    e i fatti sono che ci stiamo impoverendo sempre di più,
    perchè questo disgraziato paese viene spolpato
    in ogni modo,dall’interno e dall’esterno.. da una masnada di parassiti saprofagi e
    approfittatori,italiani e esteri….
    a il popolo italiano non ha più la rabbia necessaria nè a difendere se stesso e
    nemmeno il proprio paese.

    i giovani sono rincoglioniti dietro agli smartphone e ai videogiochi,
    i vecchi sono rincoglioniti da una vita passata a ingoiare merda di stato che arriva da ogni media con preferenza di tv e giornali,
    e
    quelli di mezzo….
    quelli come me e come te,sono storditi da una girandola di lavoro,impegni,tasse,adempimenti,obblighi,versamenti,commercialisti,
    cose da fare…
    fino a quando pian piano in mezzo alla gragnulola di colpi che arrivano da ogni parte,
    arrivano a decidere di mollare tutto…
    come hai fatto tu,
    e come sto preparandomi a fare io,entro poco.

    d’altronde per CHI dovremmo stringere i denti e tirare avanti?
    per il nostro stato,che ti tratta come uno schiavo da sfruttare e basta?
    basta vedere questo schifo di inciucio,per rendersene conto….
    per le nostre famiglie che sono andate in vacca grazie alle leggi di questo stato?
    per i nostri figli che non ci sono?
    e che quando ci sono,sono MARCI perchè non li si può educare decentemente…
    in un paese che pensa solo a fottere il prossimo,rubare,magnare,ubriacarsi,scopare ogni buco disponibile e drogarsi a tutto spiano?
    perchè dovremmo impegnarci,ancora?
    per la speranza che domani vada meglio?
    E’ INUTILE:
    NON andrà,meglio…si è ben visto come si comporta il cosidetto “nuovo”,no?
    è tempo perso.

    e io ne ho perso anche troppo,dietro ad un paese che mi odia in quanto “uomo produttivo”:
    sono nato italiano,e sono diventato imprenditore…
    ma a questo punto una cosa è certa: NON morirò,italiano.
    e l’imprenditore (se mai mi tornerà voglia di creare ancora ricchezza)
    lo andrò a fare in qualche altro paese…..

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