Roma, 22 feb – Le regole dell’Unione Europea? Secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria vanno riconsiderate, perché sono state “approvate in fretta quasi un decennio fa possono funzionare durante periodi di crescita ma non rispondono all’esigenza di far fronte al veloce rallentamento” in corso. Tria ha poi specificato, durante l’inaugurazione dell’anno accademico all’università di Tor Vergata, che le regole Ue devono essere riviste poiché “non consentono di tenere conto della mutevolezza delle condizioni economiche, in tal modo impediscono aggiustamenti discrezionali delle politiche finendo con l’agire in direzione prociclica se non strutturalmente deflattiva”.

Dichiarazioni, quelle del ministro dell’Economia italiano, sulla falsa riga di quelle pronunciate dall’omologo francese Bruno Le Maire, che tre giorni, durante la presentazione del Manifesto franco-tedesco sulla produzione industriale europea, ha affermato che serve necessariamente “cambiare le regole europee che oggi sono superate e in questo memorandum facciamo delle proposte per trasformare il diritto della concorrenza europea”. Dello stesso avviso il ministro dell’Economia tedesco Peter Altamaier, che ha condiviso la linea di Le Maire.


Le odierne affermazioni di Tria sembrano essere però più blande, perché non affrontano il tema del “superamento” dei diktat Ue. Il ministro italiano spinge semmai per delle modifiche utili, a suo avviso, per fronteggiare i momenti di crisi: “Quello che sto suggerendo non è non avere regole ma che nelle politiche economiche i tecnicismi non dovrebbero avere lo stesso peso politico delle ragioni fondamentali del cooperare tra nazioni”, ha detto Tria.

Un’analisi che appare fortemente legata alla situazione che sta vivendo l’Italia, i cui cittadini nutrono sempre meno stima delle istituzioni di Bruxelles: “Non ricostruiremo mai la fiducia in questo modo. Prima dobbiamo guardare perché stiamo insieme e poi guardare se l’architettura risponde efficacemente. E oggi avviene il contrario”, ha ammonito Tria.

“Durante il processo per l’approvazione della legge di Bilancio sembrava che l’Italia volesse mettere in discussione le regole tecniche e addirittura la moneta unica, come se l’unico motivo per stare insieme fosse il rispetto delle regole fiscali. Ma il progetto europeo  – ha puntualizzato il ministro dell’Economia – ha bisogno di puntare a qualcosa di più grande, giocando un ruolo più decisivo per una globalizzazione sostenibile”.

Alessandro Della Guglia

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