Roma, 8 apr – Esito positivo per il confronto a Palazzo Chigi tra le molte associazioni che rappresentano i risparmiatori azzerati dai crac delle banche (dalle Venete a Etruria e via dicendo) e il governo: si aspettano ora soltanto i decreti attuativi da parte del Tesoro, che dovranno anche modificare la legge di Bilancio con la quale l’esecutivo aveva destinato 1,5 miliardi. All’incontro hanno preso parte il premier Giuseppe Conte, i ministri Giovanni Tria e Riccardo Fraccaro, i sottosegretari Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega). Quest’ultimo ha annunciato che i testi “saranno domani in Cdm“.

Passa la linea Tria del “doppio binario”

A Conte è toccato il ruolo di mediare tra le posizioni dell’esecutivo. Alla fine ha prevalso la linea scelta dal Tesoro, concordata con Bruxelles, del “doppio binario” per evitare una procedura d’infrazione. Lega e M5S, al contrario, spingevano perché ci fosse un binario unico, ossia rimborso per tutti indiscriminatamente. Con l’accordo, invece, la platea di circa 200 mila persone si sdoppierà: i ristori diretti andranno ai risparmiatori con un Isee entro i 35.000 euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 100.000 euro. Per gli altri, il via libera passerà da una sorta di controllo arbitrale, che sarà però semplificato e dovrebbe prevedere una “tipizzazione” dei risparmiatori in modo da accelerare le pratiche. L’indennizzo sarà pari al 30% per gli azionisti e del 95% per gli obbligazionisti subordinati. Questo impianto è stato approvato da quasi tutte le associazioni (17, soltanto due le contrarie). Il Mef ha fatto sapere nei giorni scorsi che – con questi parametri – all’incirca il 90 per cento dei risparmiatori accederebbe al rimborso diretto, anche se la stima pare ottimistica alle associazioni (anche a quelle più in linea con il Tesoro durante la trattativa) che indicano un valore plausibile intorno al 40 per cento. In questo modo, inoltre, non sarà neppure necessario il cosiddetto “scudo” che Tria chiedeva per i funzionari del suo dicastero, qualora si fosse andati dritti per la via indicata da Lega e M5S e con il rischio di un danno erariale.

Ecco chi ha diritto ai rimborsi diretti

I rimborsi diretti per i risparmiatori truffati dalle banche saranno accessibili a chi ha un reddito imponibile fino a 35 mila euro o un patrimonio mobiliare fino a 100 mila euro. E’ quanto prevede la proposta sottoposta oggi dal governo alle associazioni. Per la restante parte della platea vi sarà una “tipizzazione per grandi classi”. Lo ha spiegato il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci. Ora ci sarà una modifica alla norma primaria, la legge di Bilancio con un “doppio binario molto flessibile”, ha spiegato ancora, che consentirà un rimborso massivo e forfettario. “Penso sia una grande apertura da parte della Commissione europea”, grazie al lavoro svolto. E’ “la prima volta che l’Ue rende possibile un rimborso massivo”, ha aggiunto.

Ludovica Colli

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  1. ..la solita boiata alla 5 scemi….”reddito imponibile fino a 35 mila euro”..un modo per metterlo nel cul…. con modica spesa…

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