Roma, 22 feb – Anche se la decisione finale sul futuro di Alitalia è rinviata a dopo le elezioni, non si interrompono le grandi manovre attorno al suo destino. E così, mentre i commissari prendono tempo sul vaglio delle offerte estere, si fa largo un’ipotesi: l’intervento delle Ferrovie dello Stato in una cordata (che potrebbe includere come soggetto finanziario anche Cassa Depositi e Prestiti) per rilevare la nostra ex compagnia di bandiera.

Non si tratta di una novità, visto che l’opzione era già sul tavolo l’anno scorso. I tempi forse non erano ancora maturi, visto che Alitalia navigava in pessima acque. Oggi però la situazione è radicalmente mutata: la gestione commissariale ha raccolto risultati importanti, con operazioni di ristrutturazione forse dolorose ma allo stesso tempo efficaci per rimettere in senso una grande malato della nostra economia. Non si parla so di risparmi operativi (che hanno anche permesso di non toccare il prestito-ponte), ma anche di una nuova politica commerciale che passa, fra le altre cose, da offerte congiunte Alitalia – Ferrovie che sono in fase di studio da parte di entrambi i soggetti.

Poco per poter anche solo immaginare una fusione imminente, ma il tema dell’integrazione ferro-aria è da tempo sul tavolo. Complice l’aspra concorrenza delle compagnie low-cost, Alitalia e Ferrovie non sono infatti più dirette concorrenti: le tratte nazionali (come la Roma-Milano, fino a pochi anni fa miniera d’oro ma oggi appannaggio dei Fecciarossa) non rendono più e la vera sfida si è spostata adesso sulle rotte internazionali, dove Alitalia sta faticosamente tentando di recuperare il terreno perduto. Forse non saranno le Fs il partner ideale e strategico in tal senso, ma quanto meno potrebbero offrire una solida base dalla quale partire.

Filippo Burla

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