Roma, 30 nov – Per acquistare piccoli beni i giovani cinesi utilizzano sempre più il metodo del microcredito. Ma se gli europei per i mutui spesso finiscono nelle proverbiali mutande, i primi preferiscono rimanere direttamente nudi.

Con piccole somme mensili, prestiti ottenuti attraverso società come Afterpay o Lexin (compagnie che ufficialmente sono provider di sistemi tecnologici, quotate anche sul Nasdaq, che grazie a degli algoritmi possono stabilire in pochi secondi se un individuo può o meno ottenere un prestito), i giovani asiatici riescono ad acquistare smartphones, automobili, vestiti costosi e anche viaggi. Essendo, però, in Cina il costo della vita molto alto e la possibilità di avere una carta di credito estremamente ridotte, il microcredito viene utilizzato persino per l’acquisto di un pacco di hamburger o pacchi di biscotti di marca, come riporta il South China Morning Post.

In questa folle corsa al consumismo, in cui i nipotini di Mao sembrano sempre arrivare primi, al peggio non c’è mai fine. In questo sistema vi sono anche dei prestasoldi senza scrupoli che per “accelerare” le pratiche spesso richiedono l’accesso ai profili di Facebook o Linkedin, fino a spingersi a richiedere l’invio di selfie nudi o anche di prestazioni sessuali. Altrettanto spesso, purtroppo, vengono accontentati da giovani alla ricerca di liquidi per l’acquisto dell’oggetto tecnologico di ultima generazione. Ciò innesca una spirale di usura e ricatti senza fine: solo nel 2016, 10 gigabit di ritratti nudi di almeno 161 giovani donne sono stati diffusi online da “microcreditori” insoddisfatti. Nelle foto le ragazze, a scanso di dubbi, tenevano in bella vista anche una copia della loro carta di identità. Ciò è accaduto quando le giovani donne non hanno potuto ripagare il debito, oppure, addirittura, qualora non avessero accettato un rincaro degli interessi già accumulati.

Oltre alla legittima indignazione sul piano morale, il pericolo è anche per la privacy: concedendo sconti del 5%, 10% sui mutui in cambio dell’accesso ai dati social del richiedente, tali società compiono “gratis” un profiling, ai fini di indagini di mercato e non solo, avendo così una schedatura della popolazione totalmente legale. Dallo scandalo emerso nel 2016, tale pratica si è ridotta, oppure, come sostiene il People Daily, si “nasconde” solo meglio. Poiché la voglia spasmodica di acquisto nei giovani all’ombra della Grande Muraglia è sempre crescente e senza freni. Nella speranza che non divenga l’ennesimo prodotto d’esportazione anche in Occidente.

Ilaria Paoletti

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