Roma, 5 gen – E’ finita la pacchia anche per Tito Boeri? Con l’approvazione della manovra, il presidente dell’Inps sembra arrivato al capolinea. I decreti attuativi di Reddito di Cittadinanza e Quota 100, misure che coinvolgono più o meno direttamente l’ente previdenziale, dovrebbero infatti contenere anche novità relative al governo dell’istituto. Nello specifico, si punterebbe ad eliminare la figura del presidente-amministratore e reintrodurre il consiglio di amministrazione, di fatto facendo decadere gli attuali vertici.

Il discorso vale non sono per l’Inps, ma anche per l’Inail. Se in quest’ultimo caso è possibile che l’attuale presidente Massimo De Felice prosegua nel suo lavoro in qualità di commissario, difficile invece che ciò possa accadere per Boeri. Quest’ultimo sconta infatti una serie di numerosi attriti con il governo, specialmente sul tema immigrazione e sui suoi presunti rapporti benefici con la spesa pensionistica. Una vera e propria menzogna ripetuta a più non posso, sia con lo scorso esecutivo che con il nuovo governo gialloverde. E’ così che l’economista bocconiano è finito per così dire “in disgrazia”, accelerando la sua uscita – per non dire cacciata – dall’Inps.


Intanto è corsa al totonomine per la successione. I nomi che circolano sono quelli di Marina Calderone, presidente del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e di Pasquale Tridico, economista a Roma III e consigliere del ministro Di Maio. Se sembrano calare le quotazioni del leghista Aberto Brambilla, ex sottosegretario consigliere previdenziale di Salvini, potrebbe invece tornare in corsa il dirigente del Mef Mauro Nori, con un passato proprio all’Inps. E tra gli “outsider” non va dimenticato Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia alla Bicocca che per primo aveva svelato l’inganno dei contributi previdenziali degli immigrati.

Filippo Burla

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