Il reporter inglese Nick Fagge con il passaporto (originale) che ha acquistato in Turchia per meno di 2mila euro.
Il reporter inglese Nick Fagge con il passaporto (originale) che ha acquistato in Turchia per meno di 2mila euro.

Roma, 18 set – Al confine fra Turchia e Siria esiste una vera e propria industria nella quale si fabbricano sedicenti profughi. Scordatevi l’eugenetica e la creazione di essere umani in vitro, si parla molto più prosaicamente di un traffico di passaporti che possono garantire l’ingresso in Europa attraverso le larghe maglie del buonismo pro-accoglienza.

Lo rivela un’inchiesta del Daily Mail, quotidiano britannico un cui report si è recato in loco. Con meno di 2mila euro, nel giro di quattro giorni l’inviato è riuscito a procacciarsi una carta d’identità, un passaporto ed una patente di guida della Repubblica Araba di Siria. Tutti documenti autentici che gli hanno permesso di assumere, previo cambio di fototessera, l’identità di un uomo rimasto ucciso un anno fa nella zona di Aleppo. Gli originali sono smerciati dalla Siria, da quelle zone sotto il controllo dell’Isis o delle altre forze che hanno attinto agli uffici pubblici caduti sotto il loro controllo.


Non è stato difficile per il giornalista britannico raccogliere ciò che cercava. D’altronde non si tratta di un caso isolato, ma di una prassi molto comune anche per migranti economici che in questo modo si fanno passare per richiedenti asilo la cui domanda può essere accettata. Stando alla testimonianza del falsario che ha contraffatto i documenti, inoltre, i passaporti falsi sarebbero usati anche dai terroristi dell’Isis che in questo modo si garantirebbero un facile accesso nel vecchio continente: “Ci sono combattenti dell’Isis nascosti in mezzo ai profughi che entrano in Europa in questo modo, aspettando il momento per arruolarsi ancora tra le fila dello Stato Islamico”, spiega.

Roberto Derta

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