Brasilia, 21 ago – Brucia la foresta pluviale amazzonica in Brasile. Quest’anno è stato raggiunto il record di incendi dal 2013. L’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (Inpe) lancia l’allarme: aveva denunciato precedentemente l’eccessivo aumento della deforestazione dell’Amazzonia sotto la presidenza di Jair Bolsonaro.

Black out a San Paolo

Secondo la Bbc, le fiamme hanno distrutto migliaia di alberi nelle aree boschive in Rondonia, Bolivia e Brasile e il fumo degli incendi sarebbe arrivato a San Paolo provocando un blackout. L’Inpe, attraverso i suoi satelliti, ha rilevato un aumento dell’83% dei roghi, da gennaio ad agosto 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso- Sarebbero circa 73 mila gli incendi rispetto ai 39.759 registrati in tutto il 2018.


 

Quello attuale è il numero più alto dal 2013, ma negli ultimi due anni il fenomeno sembrava in calo. Il presidente Jair Bolsonaro pochi giorni fa ha licenziato il direttore dell’Inpe a causa delle critiche ricevute dal governo per l’aumento del tasso di disboscamento dell’Amazzonia: il 67% in più rispetto al 2018. Bolsonaro ha dichiarato che i dati dell’Inpe fossero fake news. Secondo gli ambientalisti, i roghi vengono appiccati dagli uomini per avere più terra da destinare  all’allevamento di bestiame o all’agricoltura. Sempre secondo gli ambientalisti, il governo brasiliano guidato dal presidente Bolsonaro incoraggerebbe tale tendenza, tutelando i taglialegna, gli agricoltori, gli allevatori e anche i minatori che disboscano la parte brasiliana del polmone verde. La foresta Amazzonica è la più grande foresta pluviale della Terra; ospita circa 3 milioni di specie animali e vegetali nonché un milione di individui appartenenti a tribù indigene.

Ilaria Paoletti

 

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