Roma, 24 ago – II presidente del Ghana in diverse occasioni ha sottolineato che per svilupparsi il suo Paese non può dipendere in eterno dagli aiuti economici ma deve aggiungere valore alle materie prime da esso prodotte. Proprio in tal senso il governo ha lanciato il piano denominato “One district one factory” avente l’obiettivo di creare un’impresa in ognuno dei 216 distretti che compongono il Ghana e avviare così un programma di industrializzazione.

Gli incentivi del Ghana

In questo contesto si inserisce la decisione di offrire incentivi fiscali della durata di dieci anni a tutte le imprese automobilistiche che vogliono aprire fabbriche in Ghana e questa iniziativa ha già portato ad alcuni importanti risultati. Volkswagen e Nissan hanno infatti già deciso di aprire stabilimenti in Ghana e lo stesso sta considerando di fare Renault. Toyota e Suzuki invece hanno invece firmato accordi con industrie locali per produrre automobili e altri veicoli. Non è la prima volta che un Paese africano offre incentivi a imprese automobilistiche. Anche il Sudafrica ha seguito questa strada e Volkswagen è già presente nel continente con impianti in loco, ma anche in Algeria, Nigeria, Kenya e Ruanda.


Gli incentivi fiscali pensati dal Ghana, della durata come detto di dieci anni, vengono concessi solo alle imprese automobilistiche che non si limitano ad assemblare ma producano anche componenti, così da massimizzare le ricadute economiche nei distretti interessati. Altri provvedimenti volti ad aiutare le imprese che investono riguardano un aumento dei dazi per le importazioni di auto nuove e usate e il divieto di importare auto vecchie di dieci anni.

La decisione delle aziende automobilistiche è molto importante perchè dimostra che anche l’Africa, coi giusti incentivi, può attrarre imprese di questo calibro e nulla impedisce ai Paesi africani di industrializzarsi come hanno fatto Cina e altri paesi asiatici e sicuramente questi incentivi rappresentano un passo nella giusta direzione.

Giuseppe De Santis

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