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Roma, 22 mar – Le parole di Thierry Breton, “non abbiamo assolutamente bisogno dello Sputnik V”, non sono affatto piaciute a Vladimir Putin.

Putin stronca il no dell’Ue allo Sputnik

Il presidente russo stronca così le dichiarazioni del commissario dell’Unione europea per il Mercato interno, bollandole come affermazioni che possono indicare la volontà Ue di difendere gli interessi di alcune aziende piuttosto che delle persone. E’ quanto dichiarato da Putin durante un incontro con i rappresentanti dell’industria farmaceutica russa. Come riferito dall’agenzia Tass, il presidente russo intende vaccinarsi contro il coronavirus nella giornata di domani.

L’Ema continua a valutare

L’Unione europea continua a prendere tempo sullo Sputnik, eppure in Italia il piano vaccini arranca e le dosi ancora scarseggiano. Da notare poi che le parole del commissario Breton stridono con quelle rilasciate ieri da Marco Cavaleri, responsabile della strategia per le minacce alla salute e i vaccini dell’Ema, a Che tempo che fa su Rai3.

Cavaleri ha infatti detto che l’Agenzia europea del farmaco sta prendendo in analisi “3 vaccini: Curevac, altro vaccino a Rna messaggero, che speriamo di poter approvare intorno a giugno. Poi abbiamo Novavax basato su una tecnologia più tradizionale, sulla proteina Spike insieme a un sistema che ne potenzia la risposta immunitaria, che slitterà probabilmente a giugno o poco dopo perché c’è qualche problema con la produzione”. E appunto il vaccino russo “Sputnik V” che “ha iniziato la revisione a cicli, quindi guardiamo tutti i dati per essere poi più veloci per autorizzarlo quando il dossier sarà completato”. Cavaleri ha dichiarato a tal proposito che l’Ema farà “anche delle ispezioni in Russia per quanto riguarda la produzione nel mese di aprile. Poi cercheremo di capire per quando avremo tutti i dati che saranno necessari per potere eventualmente approvare questo vaccino”.

Il caso di San Marino

C’è poi chi sta usando il vaccino russo e assicura: funziona e non dà effetti collaterali degni di nota. E’ il caso di San Marino, ormai celebre per aver adottato lo Sputnik V.
Nessuno dei vaccinati si è poi ammalato di Covid e nessuno ha avuto reazioni gravi. Ci sono stati solo dei mal di testa e delle febbri che si sono risolte in due-tre giorni e dal decimo giorno dall’iniezione l’organismo ha sviluppato gli anticorpi al virus”, ha fatto sapere Roberto Ciavatta, ministro della Sanità di San Marino, in un’intervista rilasciata a Libero.

Eugenio Palazzini

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