Il Primato Nazionale mensile in edicola

ribelli SiriaDamasco, 26 set – Erano stati addestrati in Turchia, con gran impiego di risorse e grandi aspettative. L’obiettivo era quello di spalleggiare la (sedicente) opposizione “moderata” al legittimo governo di Bashar al-Assad, ma il tutto si è risolto in uno smacco, che indirettamente aiuta invece i terroristi legati ad Al-Qaeda.
A rivelarlo è Patrick Ryder, portavoce del comando Usa della regione, il Centcom. Secondo l’ufficiale, almeno 70 ribelli erano pronti ad entrare in Siria dopo aver concluso l’addestramento ed essere stati armati a carico dei contribuenti americani. Al primo contatto con i fondamentalisti di Jabhat al-Nusra, tuttavia, le velleità di opposizione al governo siriano sono evaporate istantaneamente, traducendosi in una specie di resa senza condizioni. “Gli hanno consegnato almeno il 25% del loro equipaggiamento“, spiega Ryder, specificando che si tratta di sei pick-up con mitragliatrici pesanti e relative munizioni.
LEGGI ANCHE – I “ribelli siriani” protestano: “Non vogliamo combattere contro Al Qaeda”
La notizia è l’ennesimo fiasco del coinvolgimento americano in Siria. Nonostante i 500 milioni di dollari investiti nel progetto, i risultati sono a dir poco fallimentari. Prima le rivelazioni sulla scarsissima efficienza dei programmi di addestramento, ora la consegna armi e bagagli dei poco (ed evidentemente male) formati miliziani agli jihadisti. Nel frattempo, senza troppi scossoni, la strategia della Russia procede invece spedita..
Roberto Derta

Commenta