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Damasco, 2 lug – In pochi secondi piazza Tahrir, cuore della città vecchia di Damasco, si trasforma in un inferno quando un terrorista decide di farsi saltare in aria. Il bilancio è grave, la tv di Stato parla di 8 morti e 12 feriti. L’attentatore era stato circondato, poco prima di farsi esplodere, da diversi agenti, sette dei quali hanno perso la vita in seguito all’esplosione.



Quello che è avvenuto in piazza Tahrir non doveva essere l’unica azione terroristica di oggi nella storica capitale siriana, ma era solo uno dei tre obiettivi che i terroristi si erano preposti. Il governatore della città Bashr al-Sabban ha infatti dichiarato che altre due autobombe erano in procinto di essere fatte esplodere, una di queste si trovava lungo la strada che conduce all’aeroporto della capitale. L’efficienza delle forze di sicurezza hanno fatto in modo che l’esplosione avvenuta a piazza Tahrir sia stata l’unica che ha causato delle vittime, infatti le altre due autobombe sono state fatte saltare con esplosioni controllate. Un attacco coordinato dunque, parzialmente evitato dalle forze di sicurezza elogiate dalla stessa tv di Stato per “aver impedito ai terroristi di raggiungere tutti i loro obiettivi” evitando così di rendere il bilancio ben più grave altrimenti.

Al momento non sono state fatte rivendicazioni, nonostante ciò la tensione rimane alta in Siria, mentre i cittadini della città di Damasco tentano di andare avanti con la loro vita quotidiana in un paese martoriato da ormai sei anni di guerra civile. La capitale era già stata attaccata da due diversi attentati, l’ultimo, rivendicato dallo Stato Islamico, avvenne a marzo colpendo un tribunale e un ristorante, provocando la morte di 32 persone. L’altro, avvenuto due giorni prima e rivendicato dalle forze ribelli, provocò 74 morti.

Davide D’Anselmi

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