Roma, 7 mar – Farmaci blocca-pubertà gratuiti per bambini transgender. Il 25 febbraio scorso è stata pubblicata la determina dell’Agenzia del farmaco che inserisce la triptorelina nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di un farmaco utilizzato principalmente nel trattamento dei sintomi del tumore alla prostata in fase di sviluppo avanzata, ma che in casi selezionati è impiegato per bloccare la pubertà nei casi diagnosticati di disforia di genere. Questa si ha quando vi è una incongruità – sempre ed esclusivamente confermata da diagnosi – tra il sesso dell’individuo pre-adolescente e la sua identità di genere. Negli ultimi 13 anni, dal 2005 al maggio 2018 – come spiegato da Damiana Massara, coordinatrice della Commissione minori dell’ONIG – Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere – sono 251 le famiglie che si sono rivolte ai centri specialistici che si occupano di bambini e adolescenti con Sviluppo Atipico dell’Identità di Genere.

Il Comitato Nazionale di Bioetica

Come riportato dal sito Vita, L’Aifa stabilisce che tale diagnosi debba essere “confermata da una equipe multidisciplinare e specialistica e che l’assistenza psicologica, psicoterapeutica e psichiatrica non sia stata risolutiva” dei sintomi. Prima che venisse resa nota la determina è stata l’Agenzia del farmaco stessa, nel luglio 2018, a richiedere un parere del Comitato Nazionale di Bioetica sulla eticità dell’uso della triptorelina. Il Comitato «senza entrare nel merito della ricostruzione storico-sociologica e della discussione filosofica del gender» aveva avanzato «raccomandazioni ispirate alla cautela e alla valutazione caso per caso, richiamando la necessità che la diagnosi e la proposta di trattamento provengano da una équipe multidisciplinare e specialistica, che il trattamento sia limitato a casi ove gli altri interventi psichiatrici e psicoterapeutici siano risultati inefficaci, che il trattamento preveda un consenso espresso in modo libero e volontario e con la consapevolezza delle informazioni ricevute nelle specifiche condizioni fisiche e psichiche dell’adolescente». Resta da capire come ci si muoverà in merito a tematiche come il consenso informato del minore e della famiglia: come può un nucleo famigliare prendere una decisione così drastica in un clima culturale condizionato da un’elevata pressione ideologica volta alla cancellazione delle identità di genere?

Cristina Gauri

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