Roma, 24 apr – Quello italiano sarà pure il campionato più equilibrato ed incerto d’Europa in questa  stagione, ma è decisamente il meno attraente dal punto di vista dello spettacolo e del gusto estetico. Se Juventus-Napoli è stata la Partita Scudetto, tra le due squadre più forti, lo spettacolo è stato deprimente: troppi calcoli, un eccesso di tatticismo che ha soffocato anche le giocate dei migliori in campo, che non saranno fuoriclasse, ma comunque giocatori di livello internazionale come Higuain e Dybala da una parte; Mertens, Insigne e Callejon dall’altra. La Juventus ha deliberatamente scelto di giocarsela per il pareggio, per poco non le riusciva il giochetto di tenere il Napoli a distanza di sicurezza, ma in novanta minuti non ha fatto nemmeno un tiro in porta: la punizione di Pjanic deviata dalla barriera e finita sul palo non la si può considerare tale. Un brutto segnale per lo spettacolo perché poi, eccetto i tifosi delle squadre interessate, quello che conta per far crescere l’appeal dei diritti televisivi sul mercato estero, quindi far lievitare il fatturato dei club, richiamando campioni nel nostro campionato, è soprattutto la qualità del gioco.

In Italia però ci sono pochi campioni e c’è troppo tatticismo, figlio di un mentalità speculativa. Non l’ha avuta il Napoli a Torino perché gli servivano soltanto i tre punti per accorciare la distanza, solitamente gioca attaccando, ma è censurabile lo stesso la scelta di Sarri e della società in questa stagione di non impegnarsi troppo nelle Coppe per arrivare freschi alla volata scudetto. La Juventus sta pagando sicuramente lo choc emotivo dell’eliminazione in Champions con il Real Madrid nei quarti, ma anche i due passi falsi con Spal e Crotone, due pareggi che le sono costati quattro punti contro due provinciali; la forza dei sei scudetti consecutivi per i bianconeri invece è sempre stata quella di avere avuto un passo vincente con le cosiddette “piccole” per poi gestire al meglio le sfide con le grandi. Adesso non le sta riuscendo e il Napoli si è avvicinato pericolosamente.

La Juventus attuale dà l’idea di essere una squadra arrivata improvvisamente a fine ciclo, con giocatori troppo vecchi come Buffon, Barzagli e Chiellini e i rincalzi come Rugani, evidentemente considerati da Allegri non ancora all’altezza. I dirigenti bianconeri lo avevano capito ad inizio stagione perché avevano cercato di anticipare l’arrivo di Caldara e Spinazzola da Bergamo ma l’Atalanta si era opposta con decisione. Allegri ha un contratto rinnovato di recente ma qualche segnale di incertezza sulle sue scelte future può aver contribuito a minare la tranquillità del gruppo. Del resto anche a Napoli non hanno certezze sulla permanenza di Sarri. I tifosi di Hamsik e compagni, dopo la vittoria sulla Juve hanno festeggiato come se avessero già vinto lo scudetto.

Un’euforia contagiosa anche per la squadra. Che invece, nonostante tutto si trova ancora dietro alla Juve seppur di una lunghezza. Il calendario delle prossime quattro gare sembrerebbe favorire il Napoli, con due trasferte (Fiorentina e Sampdoria), più agevoli di quelle della Juve, impegnata a San Siro con l’Inter e a Roma con i giallorossi. A nostro avviso, in questi casi, più che il calendario conta l’esperienza del gruppo nel gestire queste situazioni delicate: la Juve ha dirigenti e giocatori più abituati. Un ambiente più maturo ed equilibrato. Se non sarà travolto dall’entusiasmo straripante dei napoletani, continuiamo a considerare favorita per lo scudetto la formazione di Allegri.

Paolo Bargiggia

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1 commento

  1. quanto brucia questa sconfitta!!! 🙂
    Se chi scrive fosse un vero intenditore di calcio, saprebbe che il Napoli di Sarri gioca SEMPRE per il BEL calcio!
    Non solo perche’ ‘deve’ vincere.
    la giubentuz (non riesco a scrivere il nome di un club che andava radiato per antisportivita’!), invece gioca per non far vincere gli altri.
    Tante volte le va bene. Domenica no!
    Ci vuile tanto ad usare un po’ di onesta’ intellettuale?

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