Roma, 7 nov – Adesso la Federcalcio e il ct Ventura si scoprono improvvisamente con un ipertrofico ego nazionalistico e chiamano a raccolta il popolo italiano per spingere la Nazionale al Mondiale di Russia. In mezzo c’è la Svezia orfana di Ibrahimovic: andata in trasferta venerdì prossimo e ritorno lunedì a San Siro. Adesso che hanno paura per davvero, la Nazionale diventa una mozione degli affetti imprescindibile. Peccato che poi, passata la tormenta, di vere politiche a sostegno del Sistema Italia nel calcio continueremo a non vederne; i giovani calciatori italiani dovranno continuare a vendere l’anima al diavolo per ritagliarsi uno spazio occupato in maniera selvaggia dagli stranieri nei settori giovanili perché non c’è una regolamentazione in materia. Poi, continueranno a non esserci i necessari centri federali sparsi sul territorio e gli alti centri di specializzazione e di élite tenuti insieme da un linguaggio tecnico comune tra le nazionali di categoria e la nazionale maggiore. Basti pensare che Ventura e Di Biagio, il tecnico dell’Under 21 applicano due moduli diversi e non hanno così grandi rapporti di comunicazione.

In mezzo, adesso,  c’è questa doppia sfida con la Svezia e la paura, esorcizzata in qualche modo di ripetere il famigerato Disastro di Belfalst: dove nel 1958 la Nazionale allenata da Alfredo Foni perse per 2 a 1 con l’Irlanda del Nord nel girone e non approdò per l’unica volta della sua storia al Mondiale; allora non c’erano i play off. Diversa era stata la scelta del governo italiano di non partecipare a Mondiale del 1930 per mancanza di fondi. Per l’occasione, adesso, il cittì Ventura  sembra aver obbedito agli ordini della Federcalcio piegandosi sulla convocazione del napoletano e oriundo Jorginho, aprendo anche ad un possibile cambio di modulo: il 3-5-2 o il 4-3.-1-2 tanto caro ai Senatori della squadra ma poco gradito all’allenatore, da sempre feroce sostenitore del 4-2-4. Tra i rinforzi rispolverati da Ventura, in questo caso veramente convinto dell’utilità che può dare la scelta nella doppia sfida, c’è Simone Zaza, tornato in spolvero al Valencia.

LA BOCCIATURA DI BALOTELLI – L’attaccante  del Nizza invece non c’è ma ci sperava tantissimo, specialmente dopo il colloquio privato avvenuto a Nizza a fine stagione con Ventura e il team manager Oriali. Gli avevano promesso che se avesse dato segnali di continuità e crescita sul piano tecnico e comportamentale, lo avrebbero chiamato a settembre per la delicata sfida con la Spagna che poi ha massacrato gli Azzurri. Saltata quella convocazione, Balotelli aveva iniziato con il passo giusto la nuova stagione sperando nelle chiamata per Macedonia e Albania di ottobre e adesso per il dentro o fuori con la Svezia. Ventura lo ha fatto seguire anche di recente nella sfida di Europa League all’Olimpico tra la Lazio e il Nizza e poi lo ha bocciato di nuovo. Su questo, il cittì ha avuto carta bianca dalla Federazione che ha preferito non spingere per un’operazione certamente mediatica ma pericolosa perché Balotelli continua ad essere non gradito dai Senatori della  squadra: in particolare da De Rossi che ci aveva litigato all’ultimo Mondiale in Brasile e da Bonucci.

Ma, come abbiamo visto, su Jorginho, le cose sono andate diversamente. Perché Ventura, in precedenza non lo aveva mai chiamato e il centrocampista del Napoli aveva giocato con la Nazionale soltanto due spezzoni in amichevole con Spagna e Scozia. Poi, un mese e mezzo fa, qualche contatto tra Jorginho e il Brasile e la possibilità di essere chiamato dalla sua Nazionale; il giocatore lo aveva comunicato alla Figc mentre la Fifa gli chiedeva una lettera ufficiale per pronunciarsi sulla sua eventuale scelta di nazionale. La Federcalcio brasiliana non gli aveva messo pressione lasciandolo libero dalle convocazioni per le amichevoli di questo mese. Chiaro che un solo minuto in una gara ufficiale di Brasile o Italia, per Jorginho avrebbe rappresentato la scelta definitiva dalla quale non avrebbe più potuto tornare indietro. Altri due bocciati da Ventura, insieme a Balotelli, sono stati il milanista Romagnoli, non convocato per la seconda volta dopo il recupero dall’infortunio e Simone Verdi del Bologna che, immeritatamente, ha pagato l’unica partita da titolare con la Macedonia finita con il deludente pareggio per 1-1. Insomma, il rivoluzionario Ventura, di fronte alla Svezia è diventato comunque  decisamente più prudente e conservatore nelle scelte.

CONVOCAZIONI MASCHERATE – Per la prima volta nella storia di Ventura in azzurro, queste convocazioni sono state “mascherate”, nel senso che non consentono di capire il probabile schieramento tattico scelto dal cittì e, di conseguenza, capire se ascolterà la spinta dei Senatori e della Figc, oppure continuerà a fare di testa sua. I giocatori chiamati per la sfida alla Svezia sono stati divisi genericamente per settori (difensori, centrocampisti e attaccanti) ma, alcuni di loro, con caratteristiche di jolly, come il romanista Florenzi, al rientro e gli attaccanti esterni, sono stati messi tra i centrocampisti e non tra i difensori come in passato dove, a quel punto, era facile intuire la scelta di un modulo certamente offensivo nella sua disposizione per le caratteristiche dei giocatori. Adesso, invece, tutti abbottonati e avanti così per tamponare le voragini di un Sistema Calcio italia che fa acqua da tutte le parti.

Paolo Bargiggia

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here