Roma, 29 nov – “Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare… Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura… Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete… Non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”. Se questi passaggi del manifesto delle sardine, fossero stati scritti da un movimento non allineato, la folla dei benpensanti avrebbe già gridato “eversione”. Ma i pescetti sono da quella che viene considerata dal pensiero unico come la parte giusta della storia.

Dal primo momento, le sardine si sono dichiarate come un movimento apartiticodi persone normali”. Ma basta fare una rapida ricerca nei curriculum dei loro attivisti e degli organizzatori per comprendere quanto la suddetta affermazione non sia verificata nei fatti.

Quasi tutti legati al Pd e alla sinistra

Mattia Santori, il portavoce del movimento, fa parte fortuitamente del team di Energia, rivista trimestrale di divulgazione scientifica curata dalla società di ricerca Rie-Ricerche Industriali ed Energetiche, fondato dall’ex ministro Alberto Clò e dall’ex premier Romano Prodi. Sempre Santori su Facebook, segue le pagine di Stefano Bonaccini (governatore dell’Emilia-Romagna e candidato alle prossime elezioni regionali), di Nicola Zingaretti, di Paolo Gentiloni, del “PD in quartiere” e di altri esponenti locali del Partito Democratico.

Non solo Mattia Santori. Gli amministratori dei gruppi delle sardine certamente non sono né estranei alla politica, né le giovani vergini immacolate che vorrebbero farci credere:

  • Samar Zaoui, una delle organizzatrici delle sardine di Modena, è un membro di Udu (Unione degli universitari), associazione dichiaratamente di sinistra e legata alla Cgil. In un post su Facebook, la Zaoui voleva appendere a testa in giù Matteo Salvini, inneggiando ad un “giustiziere sociale”.

  • Davide Carlucci, amministratore del gruppo “Arcipelago delle sardine”, è il sindaco di Acquaviva delle Fonti e coordinatore della regione Puglia per “Italia in comune”, il partito dei sindaci di Federico Pizzarotti.

  • Michele Abbatticchio, altro amministratore del gruppo “Arcipelago delle sardine”, è il sindaco di Bitonto ed è stato candidato alle elezioni europee del 2019 nelle fila di “Più Europa – Italia in comune”.

  • Emanuele Quarta, altro amministratore del gruppo “Arcipelago delle sardine”, è un segretario locale del Pd e sindacalista della Fiom di Bari.

  • Filippo Rossi, amministratore del gruppo delle sardine di Roma, è uno dei blogger del Fatto Quotidiano, il fondatore di Caffeina ed ex consigliere comunale di Viterbo.

  • Stephen Ogongo, altro amministratore del gruppo delle sardine romane, è il fondatore del partito politico “Cara Italia”, che sostiene la cittadinanza facile e il diritto di voto per gli immigrati.

  • Fabio Cavallo, amministratore del gruppo delle sardine di Milano e della Lombardia, è un attivista della Rete nazionale antifascista. Lo scorso giugno, Cavallo ha aperto una raccolta fondi a favore della speronatrice Carola Rackete e della Ong Sea Watch, che ha raggiunto quasi 300mila euro.

  • Emiliano Leone, altro amministratore del gruppo delle sardine meneghine, è esponente di Volt, partito della cosiddetta “generazione Erasmus” che è stato finanziato da George Soros.

  • Antifa – AntiCasapound, una delle pagine che fanno parte del gruppo delle sardine milanesi, inneggia apertamente e pubblicamente alla violenza, appendendo a testa la tartaruga crociata, simbolo di CasaPound.

  • Giorgio Mattiuzzo, amministratore del gruppo delle sardine marchigiane, è il responsabile per i diritti civili del Partito Democratico della regione Marche.

  • Alberto Irone, amministratore del gruppo delle sardine di Treviso, è funzionario della CGIL, ex maglietta rossa, già esponente della “Rete degli studenti medi”, nonché “seminatore d’amore” quando nel 2018 suggeriva a Salvini che c’era ancora posto in piazzale Loreto.

  • Costanza Spera, amministratrice del gruppo delle sardine di Perugia, è stata candidata alle elezioni comunali del capoluogo umbro nella lista civica di Giuliano Giubilei (Pd).

  • Lucia Maddoli, altra amministratrice del gruppo delle sardine di Perugia, è la vicepresidente del consiglio comunale di Perugia (lista civica di Giubilei).

  • Andrea Ferroni, altro amministratore del gruppo delle sardine di Perugia, è il coordinatore nazionale Giovani Comunisti e capogruppo presso il comune di Torgiano.

  • Sofia Giunta, amministratrice del gruppo delle sardine del Friuli-Venezia-Giulia, è consigliere del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, e capogruppo del movimento studentesco di sinistra UDU.

  • Simone Borio, amministratore del gruppo delle sardine di Cuneo, è stato candidato alle elezioni comunali della città piemontese nelle fila di una lista civica appoggiata da Potere al Popolo.

  • Andrea Bruno, amministratore del gruppo “6.000 sardine”, è un informatico grillino emigrato in Russia “che avrebbe usato bot su Facebook per diffondere bufale”, come riporta David Puente di Open.

  • Jacopo Buffolo, amministratore del gruppo delle sardine di Verona, è un membro del movimento studentesco di sinistra UDU e un giovane partigiano dell’Anpi.

  • Alessandra Pone, altra amministratrice del gruppo “Napolinonsilega”, è stata candidata alle rappresentanze sindacali unitarie del ministero del Lavoro con la CGIL nelle fila della CGIL.

  • Adam Atik, amministratore del gruppo delle sardine di Ferrara, è stato candidato alle elezioni comunali della città emiliana nelle fila della lista civica di Roberta Fusari, ex assessore del Partito Democratico all’urbanistica.

Sardine, la bufala del movimento spontaneo

Analizzando una parte dei gruppi delle sardine, si può quindi affermare che difficilmente il movimento di può definire spontaneo, apartitico e apolitico. Le capofila dei pescetti sono esponenti politici e amministratori locali, in maggioranza del Partito Democratico, membri dei rappresentanti di associazioni studentesche di sinistra, sindacalisti, responsabili di associazioni antifasciste e immigrazioniste, e rappresentati dell’Anpi. In altre parole, sardine in cerca di una veloce carriera in politica.

Nulla di più lontano da quanto è stato dichiarato dai quattro fondatori, Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, che hanno definito le sardine un movimento di protesta “partito dal basso e senza bandiere di partito”. Ed è anche distante dal proclama riguardante la volontà di opporsi “a chi per anni ha rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini”. Basta leggere i post di Samar Zaoui, di Alberto Irone e dell’assessore Pd del comune di Pianoro, Silvia Benaglia.

Ma gli allineati alla sinistra possono legittimamente insultare e minacciare, perché come si diceva tempo fa “uccidere un fascista non è reato”. E la solidarietà viene espressa a prescindere dall’antefatto, sempre.

Francesca Totolo

21 Commenti

  1. Non c’è che dire, il nuovo che avanza…, conservato in scatola! Attenzione allo stato di conservazione!

  2. ..tutto dimostra che il “buonismo” del mandare al confino, a fare villeggiatura, è stato un grandissimo errore…si dovevano appendere a testa in giù…ora non esisterebbero pescetti..

  3. Se analizziamo anche a livello di comprensorio o comunale la situazione è la medesima.
    Ad esempio il “boss” delle sardine del Levante genovese è iscritto al PD ed è stato ripetutamente candidato con liste facenti capo al PD, la quasi totalità dei referenti comunali del suo gruppo provengono da partiti od organizzazioni della sinistra.
    Tutto pianificato al tavolino, nulla di spontaneo.

  4. Sono il fondatore del gruppo di Torino.
    E di me non parlate? Date anche le notizie di chi avete trovato “pulito”.
    E comunque avere un’idea politica di base ed esserne delusi al punto di scendere in piazza senza una bandiera non vuol dire quindi che il nuovo gruppo sia una falange di un partito per cui si è avuto preferenza, non vuol dire essere manovrati da partiti.
    Se c’è una cosa che va sottolineata è che questo fenomeno mette più in imbarazzo la sinistra della destra. Se ci fosse una sinistra o un centro sinistra nessuno sarebbe sceso in piazza. Valutate bene il fenomeno prima di parlarne in modo sterile.

  5. Poveretti! È lo stesso “giochino” attribuito agli “stormi” di aeroplani che, si dice, ai tempi del Duce, venivano”trasferiti” da un aeroporto ad un’ altro, per MILLANTARE numero! I voti SARDINESCHI & SARACCHESCHI, cari SINISTRONZI di VERTICE & di BASE, sono “voti eventuali” di cui già disponete. Non sono voti che compariranno per MAGIA! Da chissà quale CILINDRO! Con buona pace di Padron FRODO e del suo “amico” , collega & sodale, Water CIALTRONI.

  6. Dovrei sentirmi rappresentato da facce che sembra di italiano abbiano ben poco?
    Roma docet!Fino a quando era retta da soli romani e italici è durata.Dopo di che anche i romani furono travolti dall’ideologia liberalprogressista e si vide cme finì l’impero.

  7. Questa schedatura è molto utile. 1 per capire che non è vero che questi qua facciano capo ad un’unica corrente partitica, ma anzi, se questi sono i più sospetti che avete trovato, risulta evidente che spesso sono realtà che non c’entrano nulla l’una con l’altra. 2 che sì, ci sono dei tipi un po’ sospetti, le sardine dovrebbero quindi ringraziarvi per le vostre informazioni (peraltro pubbliche) e allontanare i sospetti.

  8. Ciao, faccio parte degli amministratori del gruppo di Viterbo, ero curioso di vedere se ci fosse stato anche il mio nome ma nulla, evidentemente non sarò da schedare, bho.

    Io vi posso dire che noi come sardine di Viterbo non abbiamo ricevuto nessun ordine o “consiglio” su come esprimerci, siamo un gruppo eterogeneo, non abbiamo interessi personali e non stiamo accettando partiti già esistenti.

    Se vi posso togliere delle curiosità, domandate pure.

  9. Di che nefandezze si sono macchiati questi ragazzi….. una orrenda storia….. grazie per averci illuminato….

  10. Wow. Incredibile. Grazie di avercelo fatto notare! Io pensavo che fossero ragazzi che arrivassero dalla luna e vivessero fuori dal mondo invece sono una parte attiva della società e fin’ora hanno provato a fare quello in cui credono nel modo in cui hanno potuto.
    Assurdo.
    Veramente brutte persone

  11. Siete confusi e non sapete che pesci pigliare, anzi che sardine pigliare e allora via con il “cosa cie sotto” questa schedatura è veramente comica a pensare quanto tempo ed energie avrete investito per screditare qualcosa che è più pulito di voi. Ad esempio Francesca Totolo è una sovranista e quindi non fa giornalismo indipendente inoltre fingeva di essere una laureanda alla Bocconi. A che titolo gli si permette di sparlare degli altri?

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