Roma, 9 ago – L’ipocrisia del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto regna sotto il cielo. Ed è ormai lampante anche per quanti ancora si cimentino a occultarla, negarla e renderla invisibile. Il pensiero unico di cui così diffusamente si discute, spesso senza comprenderne l’essenza, altro non è se non il fatto che, per un verso, a livello sociale, la visione del Signore post-borghese plutocratico tende a imporsi come la sola, colonizzando anche l’immaginario del Servo post-proletario nazionale-popolare; e che, per un altro verso, a livello planetario, la visione del Signore occidentalista tende a saturare il mondo intero, disarticolando la pluralità dei modi di pensare e delle culture non ancora allineate con la mondializzazione capitalistica a beneficio dell’oligarchia cosmopolita e apolide. Chiunque osi dissentire rispetto a questo nuovo e violento ordine simbolico dettato dai dominanti e condiviso dai dominati, centrato sul dominio autocratico del mercato sovrano e dell’economia spoliticizzata e sulla subordinazione integrale del Servo precarizzato, incorre nella diffamazione permanente da parte dei nuovi oratores postmoderni, ossia del clero regolare giornalistico, del clero secolare accademico e del circo mediatico postmoderno composto da opinionisti nichilisti e prezzolati, in cerca di visibilità e, soprattutto, di danari.

L’inferno è vicino. Vicinissimo. Basta recarsi nelle Puglie, a Foggia. Tra i campi dei pomodori, nel regno del caporalato. Lì si dispiega quotidianamente la miseria dei nuovi schiavi del capitalismo globalizzato, sempre incensato dal clero intellettuale, dal circo mediatico e dai padroni del discorso. E, insieme, dilaga il business dei pomodori per il padronato cosmopolita. Ora avete capito, nevvero, perché la Destra liberista del Danaro vuole il plusimmigrazionismo e la sciocca Sinistra libertaria del Costume lo difende, lo elogia e lo glorifica? È chiaro e inconfutabile. Accoglienza, integrazione, immigrazione: i lemmi dei padroni del discorso occultano la spietata realtà della deportazione neoschiavista di esseri umani dall’Africa, novelli schiavi a beneficio della classe apolide dominante turbocapitalistica.


L’immigrazionismo è promosso dal nuovo padronato cosmopolita e deterritorializzato, che se ne avvale a mo’ di nuova deportazione di schiavi da cui estrarre plusvalore, e legittimato culturalmente dalla libertaria Sinistra del Costume, che lo santifica mediante l’accusa immediata di xenofobia e di razzismo ai danni di chiunque osi criticarlo. Le migrazioni coatte promosse dall’accumulazione flessibile e dall’imperialismo che essa non ha cessato di secernere sono un momento della concorrenza universale nel sistema dei bisogni globalizzato: nel cui piano liscio il migrare non è, in sé, più emancipativo del permanere nella territorialità d’origine, né il nomade è più incline alla rivoluzione del soggetto stanziale.

In antitesi con quanti celebrano l’odierna immigrazione come modello intrinsecamente positivo, integrativo ed emancipativo, occorre ribadire con enfasi, da una prospettiva saldamente marxiana, che esso è tale sempre e solo per il capitale e per il Signore mondialista; i quali possono, così, impiegare senza riserve i migranti nelle filiere della produzione a prezzi stracciati e senza il giusto riconoscimento dei diritti. Ancora, possono agevolmente sostituire la manodopera protetta da diritti sociali e dotata di una residuale coscienza di classe oppositiva con una nuova manodopera, che manca degli uni e dell’altra e che, di più, risulta sempre soggetta al ricatto dell’espulsione per denuncia di immigrazione clandestina in ragione della sua condizione di sans papiers ed è disposta a tutto pur di sopravvivere.

Diego Fusaro

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  1. Pur partendo da ragioni che affondano in una parte di ideologia marxista, l’analisi dell’articolo è un evidenza della realtà condivisa dai paesi “occidentali”. Partendo dal capogruppo: gli Stati Uniti e via con i discepoli: Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Italia (sigh!) ecc. una specie di destra economica, padronale globalista (non reazionaria ma retriva) si è saldata facendo alleanze con un aborto di sinistra “progressista”, libertaria, mondialista, immigrazionista …
    Pensiamo ad esempio al sostegno alla guerrafondaia H. Clinton da parte dei “liberal” e di neocon come McCain, per finire a casa nostra con i pd e una totalmente degenerata forzaitalia con Tajani ex candidato premier dal decotto berlusconi.
    L’articolo mette ben in evidenza che la scusa buonista di aiutare i diseredati, i potenziali milioni di nuovi immigrati (sette nazionali “francesi” hanno successo, gli altri ?), tutto cio’ supportato da una chiesa cattolica che ha raggiunto un livello di invadenza tardo medioevale (a quando una copertina: Vade retro pedofili !).
    E’ vero ormai ci appendiamo anche a Toninelli ecc. comunque, al momento, meglio loro dei venditori della nostra Nazione tipo alfano, renzi ecc.

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