Palermo, 29 giu – È record di sbarchi in Sicilia. Ogni giorno i dati del Viminale che monitorano gli sbarchi salgono di migliaia e migliaia. Dal primo gennaio al 27 giugno i migranti sbarcati sono stati in tutto 73.380, contro i 64.133 del 2016. E sebbene gli immigrati vengano smistati in tutta Italia, le incombenze della registrazione e della prima accoglienza toccano per lo più ai porti siciliani e calabresi. Augusta è in testa con 12.288 arrivi, seguita da Catania (8.830), Pozzallo (7.161), Reggio Calabria (5.606), Lampedusa (5.048), Palermo (4.938), Trapani (4.742), Vibo Valentia (4.657), Messina (3.479), Crotone (3.224). E oggi i porti calabresi aspettano altri 5mila sbarchi, con le relative difficoltà logistiche che questo comporta.

Ma gli immigrati non arrivano solo via mare. Ne sanno qualcosa i centri di accoglienza del nord Italia, al confine con Francia, Svizzera e Austria. La Francia, infatti, ha cominciato a rimandare indietro i migranti che da Ventimiglia hanno passato il confine. Il neopresidente Emmanuel Macron ha fatto partire l’ordine di non far passare nessuno. Sono almeno 400 i respingimenti degli ultimi giorni, che da Mentone sono stati rimandati a Ventimiglia: senza tanti problemi la Francia li chiama clandestini, persone che non hanno diritto a rimanere in Europa. La stessa cosa fanno Svizzera e Austria, rispettivamente dal confine di Como e dal Brennero.

Peccato che li rimandino tutti a noi in Italia, dove oramai siamo al collasso. A Ventimiglia la situazione non è migliore che nei porti siciliani: nel campo della Croce Rossa, che tiene 360 persone, ce ne sono almeno 500. Il sindaco Antonio Ioculano, intervistato da Repubblica sbotta: “Un mese va bene, un anno va bene. Ma al terzo anno di emergenza la gente si incazza”. Perché al confine tra Italia e Francia le persone accampate sono lì da 3 anni ormai.

La Lega parla dell’Italia come di un hotspot a cielo aperto, dal momento che in tre anni e mezzo il nostro Paese ha accolto oltre 550mila immigrati e ne ha ricollocati negli altri Stati UE meno di 10mila.

Con gli immigrati arriva anche il pericolo della radicalizzazione e quindi del terrorismo: a Pozzallo, la Polizia ha documentato casi di radicalizzazione che hanno portato negli ultimi due anni a 25 espulsioni, 6 nel 2015, 12 nel 2016 e già 7 quest’anno. E siamo solo a fine giugno. Inoltre che i migranti siano bisognosi di protezione internazionale non è affatto vero. L’Italia nel 2016 è il terzo Paese dell’area Ocse per richieste di asilo, con 122.120 domande (+47% rispetto all’anno precedente), il 38% delle quali è stato accettato. Prima di noi gli Stati Uniti (261.970) e la Germania (722.360). Le commissioni italiane nei primi cinque mesi del 2017 hanno analizzato 30.637 richieste d’asilo e hanno riscontrato che quasi 18mila non hanno diritto ad alcuna forma di protezione. In teoria dovrebbero essere rimpatriati.

Anna Pedri

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