Roma, 6 nov – Le elezioni per la presidenza del Municipio X di Roma, quello di Ostia, sciolto in seguito all’arresto del vecchio presidente in quota Pd nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale, vedranno un ballottaggio tra Giuliana di Pillo, candidata del Movimento 5 Stelle, e Monica Picca di Fratelli d’Italia, ma è forse il risultato di CasaPound Italia quello che fa tremare il litorale. La tartaruga frecciata, arrivata al voto accompagnata da un insistente campagna stampa nazionale ostile, raggiunge il 7,65% e il suo candidato Luca Marsella sfiora addirittura il 10%. Alle scorse comunali aveva preso l’1,85%.

“Grande vittoria di CasaPound ad Ostia – commenta a caldo Marsella sulla sua pagina Facebook – A spoglio ancora aperto, i dati che abbiamo sul risultato di CasaPound confermano le previsioni dei sondaggi. Grazie a tutti coloro che ci hanno votato: a quelli che lo hanno fatto perché ci hanno visto ogni giorno al loro fianco nelle strade e nelle piazze di Ostia e a quelli che hanno avuto il coraggio di pensare con la propria testa e la capacità di non farsi ipnotizzare dalle velenose sirene dei media”. Quella di Cpi a Ostia, ha aggiunto, “è prima di tutto una vittoria di popolo”. Soddisfatto anche Simone Di Stefano: “A Ostia CasaPound ha preso il 10% con punte nei quartieri popolari del 20%! Dato in crescita rispetto ai successi di Bolzano, Lucca, Todi etc Il 3% nazionale sarà superato! E nei prossimi mesi possiamo ancora crescere. Stiano attenti i traditori della Patria: con i nostri ragazzi in parlamento svendere la Nazione diventerà un pratica pericolosa”.

Per il resto, le elezioni nel municipio romano sono state caratterizzate soprattutto dal forte astensionismo: l’affluenza finale è del 36,15%, ben 20 punti percentuali in meno del primo turno delle comunali del 2016 quando la partecipazione era stata del 56,11%. Due elettori su tre, quindi, sono restati a casa. Al ballottaggio, come detto, andranno l’esponente grillina, che ha preso poco più del 30%, con Picca staccato di tre punti percentuali. Debacle più che preventivata del Pd, che si ferma a un 13,6% che è il figlio del commissariamento del municipio che era in mano ai dem e dell’arresto del suo ex presidente. Del resto il partito di Renzi non era riuscito neanche a esprimere un candidato radicato nel territorio, se è vero che Athos De Luca è stato l’unico dei politici in corsa a non essere stato chiamato personalmente al voto, dato che è residente altrove. E ora i voti di CasaPound, ampiamente snobbati alla vigilia, cominciano a fare gola a molti…

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