Roma, 16 ago – La biografia di Sandro Gozi, fresco responsabile degli Affari Europei nel governo francese di Emmanuel Macron, ha l’aurea di un immacolato percorso democratico. Prima gli studi impeccabili: maturità classica, laurea conseguita a Bologna, master a Parigi e a Bruxelles, docente universitario a Parma, a Bruges e alla Drew University di Madison, nel New Jersey. Poi i primi incarichi politici di spessore: da assistente politico del Presidente della Commissione europea Romano Prodi, a consigliere politico del Presidente della Commissione europea José Manuel Durão Barroso. Affinate le doti da braccio destro di qualcuno, eccolo nel 2005 consigliere diplomatico del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e nel 2006 vicesegretario generale del Partito Democratico Europeo. Gozi venne eletto deputato nella lista dell’Ulivo sempre nel 2006 e partecipò alla fondazione del Pd nel 2007. Nominato membro della direzione nazionale del partito, sarà eletto sempre parlamentare fino alle elezioni politiche del 2018.

Al servizio della Francia

L’apice della carriera lo raggiunse però con il governo di Matteo Renzi, per il quale ricoprì la carica di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Politiche Europee. Confermato nello stesso ruolo dal governo di Paolo Gentiloni, a marzo scorso Gozi si candidò alle elezioni europee in Francia nella lista di Macron, pur rimanendo iscritto al Partito Democratico. A fine luglio è stato nominato dallo stesso presidente francese Responsabile degli Affari Europei, ovvero la stessa carica che ricopriva nei governi Renzi e Gentiloni. Il fatto in sé è di una gravità inaudita, come abbiamo avuto modo di spiegare su questo giornale. D’altronde, per quanto la Francia sia ufficialmente “nazione amica”, è abbastanza superfluo specificare che sovente nel recente passato (per tacere del presente) si è mossa fattualmente contro gli interessi italiani.

Militante del Fronte della Gioventù


A prescindere però da questo aspetto affatto trascurabile, chi è davvero Sandro Gozi? O per meglio dire, chi è stato da giovane l’attuale consigliere di Macron? Era semplicemente uno studente modello che si è assicurato poi un’inappuntabile carriera politica? Non solo, perché Gozi, come si evince dalla foto in evidenza, era un militante del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. Fonti dell’allora Msi riferiscono al Primato Nazionale che il futuro braccio destro del presidente francese prese parte alla scorta di Giorgio Almirante, quando quest’ultimo si recò in visita a Cesena.

 

Le stesse fonti ci hanno fatto pervenire pure il modulo di iscrizione al Fronte della Gioventù: Sandro Gozi (come da foto sopra) era regolarmente tesserato al movimento giovanile dell’Msi. Sarà per questo che lo scorso 30 luglio, intervistato da La Stampa, Gozi si è definito “un vero sovranista”? Difficile crederlo, perché in realtà l’immacolato braccio destro del presidente francese si è definito tale spiegando però (rocambolesche antinomie) cosa intende realmente: “Sono un uomo di confine che lavora per abbattere i confini della politica nazionale” e “l’unico progetto europeo valido è transnazionale, come è quello di Macron”. Ecco, chissà cosa avrebbe pensato quel giovane militante del Fronte della Gioventù di questo “sovranismo” al servizio della Francia.

Eugenio Palazzini

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