Roma, 21 mar – La fonte è di quelle autorevoli, cioè la Corte dei Conti. Un documento tecnico rilasciato dal massimo organismo italiano in materia fiscale afferma che gli immigrati all’Italia costano fino a 167,81 euro al giorno. Una cifra lontana dai 35 euro di cui ci hanno sempre parlato, che è frutto di una serie di sprechi nel sistema dell’accoglienza.

Il documento in questione è la relazione della Corte dei Conti sulla gestione del fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Si riferisce al periodo che va dal 2013 al 2016 e si concentra soprattutto sulla cosiddetta “prima accoglienza”, cioè quella che viene prestata a quanti sbarcano in Italia prima di essere indirizzati ai centri Sprar.

Ebbene, la Corte dei Conti ha bacchettato il Viminale per gli sprechi e l’inefficienza di tale gestione, a fronte di costi esorbitanti. Segno tangibile che ancora una volta il sistema dell’accoglienza in Italia è viziato e risente di cattive pratiche. Le stesse che vanno ad arricchire le cooperative che si aggiudicano i bandi per i centri di accoglienza.

In particolare la Corte critica la gestione dell’accoglienza messa in campo dalle prefetture di Avellino e di Reggio Calabria, che non sono state in grado di fornire cifre sui costi giornalieri del fenomeno migratorio. Nel documento la Corte dei Conti parla di “disordine contabile che certamente non salvaguarda i principi della buona amministrazione” e dà al Viminale sei mesi di tempo per fare chiarezza.

Dal documento emergono servizi scarsi, assenza di controlli fiscali adeguati, tempistiche esageratamente lunghe. Inoltre nel solo anno 2016 il costo dell’accoglienza degli immigrati è stato di 1,7 miliardi di euro così composto: 1,29 miliardi per la “prima accoglienza”, 266 milioni per la seconda e 111,5 milioni per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Nello stesso anno dall’Europa sono arrivati solo 46,8 milioni: 8,1 milioni dall’agenzia Frontex e 38,7 dal Fondo asilo, migrazione e integrazione, una cifra pari ad appena il 2,7% dei soldi spesi.

Se si guarda al lasso di tempo intercorso tra il 2008 e il 2016 si noterà che in media per la gestione di ogni domanda di asilo si sono spesi 203,95 euro, e solo il 13% delle domande accolte si è tradotto nel riconoscimenti dello status di rifugiato. Le cifre sono impressionanti, e lo sono ancora di più se si considera che i conteggi si fermano al 2016, tralasciando quindi i costi del 2017.

Anna Pedri

 

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4 Commenti

  1. La cosa piu’ incredibile è che questi soldi gli pagano gli italiani con le tasse e altre svendite di beni pubblici, mentre il vantaggio và ai globalisti che riescono a creare un paese a razza mista senza piu’ identità di cui poi è molto piu’ facile prendere possesso totale.Guai se gli italiani rimanessero tali e si svegliassero chiedendo di nazionalizzare quanto svenduto a 2 lire dai traditori.Venti anni di trame sottobanco di questi usurai andrebbero per loro perduti, insieme a futuri incrementi dei loro conti miliardari nei paradisi fiscali e alla possibilità di controllare una massa enorme di schiavi

  2. …..i centri a-sociali e coop PD/DC sono così accoglienti che i soldi gli si attaccano sulle mani…….però trovano anche il tempo per verniciare, oscenità, sulle tombe…

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